In Kenya tracciamento gps per salvare l’ultima giraffa bianca

Grazie a un progetto della riserva comunitaria di Ishaqbini
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di Brando Ricci

ROMA – Al mondo sarebbe rimasto un unico esemplare conosciuto di giraffa bianca, da quando, a marzo, i bracconieri hanno ucciso una mamma e un cucciolo della rarissima variante in un’area protetta nell’est del Kenya. Ora i movimenti dell’animale potranno essere monitorati quotidianamente grazie a un dispositivo di tracciamento Gps, che gli è stato applicato su una delle due protuberanze della testa.

Un aiuto importante nel contesto della difesa dal bracconaggio. Merito, riferisce il portale online dell’emittente keniana Capital Fm, delle organizzazioni che si sono mobilitate su richiesta dell’Ishaqbini Community Conservancy, l’organizzazione che gestisce l’area protetta che ospita la giraffa, nella contea di Garissa. Protagoniste dell’operazione sono state la societa’ statale Kenya Wildlife Service (Kws), con la collaborazione delle ong locali Save Giraffes Now e Northern Rangelands Trust.
Geoffrey Bundotich, dirigente del Ksw, si e’ detto “felice di essere parte dell’esperimento”, che “fornira’ una possibilita’ di monitoraggio in tempo reale ed e’ parte dell’attuazione della National Giraffe Strategy”. Un riferimento, questo, al piano quadriennale di protezione dell’animale messo in campo nel 2018 dalle autorita’ keniane.

Non e’ la prima volta che l’Ishaqbini Community Conservancy, per la quale lavorano 58 persone appartenenti alle comunita’ locali, mette in campo un progetto innovativo: nel 2012 venne istituito un santuario per la conservazione dell’Hirola, una specie di antilope in via di estinzione. In otto anni, la popolazione della colonia e’ passato da 48 a circa 120 esemplari.

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18 Novembre 2020
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