Moldavia, l’europeista Sandu eletta presidente con affluenza record delle diaspore

Intervista a Aurica Danalachi, presidente dell'Associazione dei giovani moldavi in Italia
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ROMA – “A Roma dalle 6 e mezza di mattina alle 7 di sera domenica c’erano tra le due e le tre ore di coda per votare, sia al consolato che all’ambasciata moldava“: cosi’ all’agenzia Dire Aurica Danalachi, presidente dell’Associazione dei giovani moldavi in Italia, sulla partecipazione alle elezioni nel suo Paese d’origine.

Alle votazioni, dalle quali e’ emersa vincitrice la candidata europeista di centrodestra Maia Sandu con il 57 per cento dei consensi, hanno partecipato circa 6.000 moldavi solo nella capitale italiana.

Ma il voto della diaspora e’ stato in generale senza precedenti” sottolinea Danalachi. Il sostegno inedito dei moldavi all’estero – il 40 per cento di tutti gli abitanti della piccola ex repubblica sovietica – hanno premiato Sandu con il 92 per cento delle preferenze, garantendole la vittoria sul presidente uscente, il filorusso Igor Dodon.

La presidente dell’Associazione dei giovani moldavi dice di aver promosso la partecipazione al voto, ma che un’affluenza di questo tipo – 260.000 i votanti all’estero per il secondo turno – non si spiega solo cosi’. “Le dichiarazioni di Dodon in campagna elettorale, come l’invito ai suoi sostenitori a scendere in piazza per difendere la sua presidenza, o gli attacchi misogini a Sandu, hanno fatto molto arrabbiare la diaspora”, dice Danalachi.

Convinta che pero’ per quanto generalmente europeisti i moldavi espatriati non sono tutti sostenitori della neopresidente. “Non e’ stato tanto un voto per la Sandu che ha vinto ma contro il candidato filorusso” dice Danalachi. “Anche in patria conosco persone che hanno votato domenica per la prima volta”.

Secondo la presidente dell’Associazione dei giovani moldavi, Dodon restera’ in carica fino al 23 dicembre e, anche se dopo il voto ha invitato alla calma, “spera ancora di riuscire a far invalidare le elezioni, avendo grande influenza sulla commissione elettorale e la Corte costituzionale”.

Le speranze europeiste riposte su Sandu pero’ potrebbero essere premature, secondo Danalachi: “Lei ha un ottimo curriculum, ha studiato ad Harvard e lavorato alla Banca mondiale, e’ stimata e rappresenta valori che mancano in Moldavia, come l’onesta’ e la trasparenza, ma i suoi poteri saranno ben pochi senza l’appoggio del parlamento”.

Dodon ha pero’ facolta’ di sciogliere il parlamento e Danalachi non esclude elezioni anticipate prima del 2022. “Ma anche in quel caso, aggiunge, “il partito di Sandu dovra’ entrare in coalizione”.
L’avvicinamento all’Ue e’ quindi rimandato? “In Moldavia si fa spesso un passo avanti e tre indietro perche’ nel tempo si sono gia’ alternati governi filorussi ed europeisti” dice Danalachi.
“Non vorrei che le speranze di cambiamento fossero deluse anche questa volta”.

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