VIDEO | Hong Kong nel caos: la Polizia irrompe nel campus contro i manifestanti asserragliati

Notte di violenze e caos a Hong Kong: assedio al campus universitario occupato dai manifestanti. Bombe molotov e lacrimogeni
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ROMA – Hong Kong nel caos. Dopo diverse ore di guerriglia, con i manifestanti pro democrazia asserragliati dentro il campus universitario del Politecnico a lanciare molotov contro la Polizia e gli agenti che hanno risposto con lacrimogeni e cariche, alla fine la Polizia ha optato per il blitz. Una vera e propria irruzione che è avvenuta tra le 4 e le 5  nel Polytechnic University di Kowloon a Hong Kong. Sono state udite esplosioni. Tra i manifestanti ci sono state decine e decine di arresti.

Al momento, riferiscono fonti locali, sta proseguendo il braccio di ferro tra polizia e manifestanti: questi ultimi stanno cercando di fuggire assaltando le uscite in gruppo, ma le forze di sicurezza li respingono indietro con i lacrimogeni. Una fonte di polizia al quotidiano ‘South China Morning Post’ ha riferito che oltre 400 persone sono state arrestate, alcune delle quali trasportate via in ambulanza. Quando a Hong Kong si è diffusa la notizia degli scontri alla Politecnico, centinaia di persone hanno raggiunto il centro della città per esprimere solidarietà ai dimostranti e tornare a chiedere le dimissioni del governo della regione autonoma, ritenuto espressione delle autorità di Pechino. Richieste ribadite da giugno, quando una proposta di legge che avrebbe autorizzato le estradizioni verso la Cina ha acceso la miccia del dissenso.

“Vogliono una nuova Tiananmen”

“La polizia di Hong Kong ha puntato il fucile alla testa di un altro manifestante. Vogliono davvero che il massacro di piazza Tiananmen avvenga di nuovo” scrive in un tweet il partito di opposizione Demosisto, che diffonde anche foto e video della polizia intenta a minacciare con le armi i manifestanti oppure a trascinarli via ancora sdraiati a terra. L’emittente americana ‘Cnn’ riporta che nell’area di Kowloon, dove sono in corso gli scontri, sono dispiegate forze dell’ordine con fucili d’assalto M4.

Il livello di violenza raggiunto dalla notte scorsa ha spinto diversi Paesi stranieri a esprimere solidarietà ai manifestanti, condannando le violenze, mentre Stati Uniti e Regno Unito hanno incoraggiato l’adozione dell’Hong Kong Human Rights and Democracy Act. Un documento “volto a interferire apertamente negli affari di Hong Kong, che è un affare interno della Cina”, il commento dell’ambasciatore cinese a Londra, Liu Xiaoming.

A peggiorare il clima di opposizione verso l’esecutivo della governatrice Carrie Lam, la decisione della Corte Suprema di bocciare come “incostituzionale” la legge che vieta l’uso delle maschere anti-gas durante le manifestazioni. Il decreto è stato adottato negli ultimi mesi e secondo i difensori per i diritti umani sarebbe un espediente per facilitare il riconoscimento dei manifestanti e, dato l’ampio uso dei lacrimogeni, di scoraggiare la loro partecipazione.

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