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Fedeli: “Basta solo compiti a casa, meglio più lavoro in classe”

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La ministra osserva che 'i ragazzi hanno bisogno non di schemi rigidi'
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ROMA  – Superare l’impostazione tradizionale dei compiti a casa coinvolgendo di piu’ i ragazzi in attività collettive in classe che consentano anche una maggiore socializzazione nel percorso di studi. Lo sottolinea la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, interpellata dall’Agenzia Dire, a margine della quarta giornata delle Olimpiadi di Debate, che si è conclusa, presso la Biblioteca del Senato della Repubblica, con la premiazione delle squadre vincitrici di studentesse e studenti provenienti da tutta Italia.

Uno dei temi affrontati dai ragazzi era l’abolizione dei compiti a casa, misura recentemente introdotta in Francia.

Ci sono “tesi a favore e tesi contro- dice Fedeli- e questo è ovviamente espressione del dibattito che ci sarebbe in tutta Italia qualora questo diventasse un tema della politica. Secondo me, in modo non rigido, credo che ci debba essere un atteggiamento sicuramente migliorativo rispetto a quello tradizionale ‘Ti faccio la lezione frontale, poi tu approfondisci a casa da solo’. Credo che questo non sia più il tempo né della sola lezione frontale né dei singoli compiti a casa“.

La ministra osserva che “i ragazzi hanno bisogno non di schemi rigidi. Ci sono condizioni differenti, opportunità differenti: a volte serve concentrarsi singolarmente su un compito necessario, anche con un approfondimento; di contro sarebbe anche importante che ci fosse la possibilità di fare dentro il percorso scolastico, magari il pomeriggio, magari in termini più socializzanti, anche approfondimenti collettivi soprattutto nelle scuole che assumono innovazione didattica e approfondimenti curriculari molto più flessibili e moderni, molto più legati anche alla trasversalità dei saperi”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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