Glocalnews, Perrone: “Informazione e comunicazione: mondi vicini, ma diversi”

Intervento al Festival del giornalismo digitale: "Quando si parla di giornalismo dobbiamo ricordarci di fare i conti con realtà e verità"
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nico_perrone_glocalnewsVARESE – “Il rischio che si corre oggi è di far confusione tra informazione e comunicazione. Due mondi vicini ma profondamente diversi. L’informazione ha a che fare con la realtà e con la verità. La comunicazione ha a che fare con l’esigenza di qualcuno di far sapere qualcosa. Sicuramente la comunicazione ha una sua dignità, quando non c’è dietro uno scopo malvagio, ma quando si parla di giornalismo dobbiamo ricordarci di fare i conti con realtà e verità“. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia di stampa DIRE Nicola Perrone, intervenuto a Glocalnews, il festival del giornalismo digitale che guarda il mondo da una prospettiva locale organizzato da Varesenews nella città lombarda dal 17 al 20 novembre.

“Un giornalismo che punta alla realtà e alla verità- aggiunge Perrone- è un giornalismo che entra molte volte in contrasto, perché nessuna verità è indolore. Però è questo quello di cui ha bisogno la gente per costruirsi una vita migliore, perché tra gli scopi del giornalismo c’è anche la capacità di prospettare soluzioni dopo aver discusso di problemi e criticità”.

Un lavoro, quello del giornalista e del giornalista d’agenzia, che è cambiato nel tempo e che oggi deve confrontarsi con una nuova modalità di fruizione dell’informazione, che passa sempre di più attraverso l’utilizzo dei social su smartphone e tablet. “Oggi si è ridotto lo spazio di riflessione perché non si fa in tempo a leggere una notizia che ne arriva subito un’altra. Ai ragazzi- ribadisce Perrone- io dico quindi di fare attenzione a non confondere informazione e comunicazione. Abbiamo visto ciò che è accaduto negli Stati Uniti con l’elezione del presidente Trump. Media e sondaggisti erano convinti che la partita sarebbe finita in un modo che la realtà del risultato ha contraddetto. Bisogna tornare con umiltà a fare il nostro mestiere-continua il direttore- a misurarci con la realtà tenendo conto che siamo arrivati ad una fase in cui la realtà è spesso frutto di una costruzione. Trump in America ha vinto sicuramente perché lui ha interpretato un sentimento che è sfuggito ai media, ma anche perché dietro di lui c’era una struttura che costruiva una realtà e la faceva passare, e quella realtà costruita e di parte alla fine ha prevalso. Questa- conclude Perrone- è la nuova frontiera con cui i giovani giornalisti si troveranno ad attraversare, quella in cui professionisti costruttori di realtà vorranno che i giornalisti raccontino la loro realtà. Noi dobbiamo ricordare che è nostro dovere raccontare la verità“.

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