venerdì 16 Ottobre 2026

Omicidio Vannini: all’asta la villa dei Ciontoli dove morì il 20enne

L'abitazione a Ladispoli, ormai disabitata, è finita su un noto sito di annunci immobiliari

ROMA – “Villino su tre piani collegato da scala. Offerta minima 157.500 euro”. È finita all’asta la villa di Ladispoli di proprietà della famiglia Ciontoli dove tra il 17 e il 18 maggio 2015 si è consumato l’omicidio di Marco Vannini. Il 20enne di Cerveteri, come si legge sul sito della polizia penitenziaria, quella notte è stato ucciso con un colpo di pistola “che gli ha perforato il polmone ed è arrivato fino al cuore”. A quasi dieci anni dalla tragedia, così, l’abitazione – ormai disabitata da tempo – è comparsa su un noto sito di annunci immobiliari. Ci sono anche le foto di ogni ambiente, compreso lo scatto del bagno dove Marco è stato colpito. La data di vendita è fissata per il 17 gennaio 2025, il ricavato andrà alla famiglia.

LA VICENDA

Marco, che studiava e faceva il bagnino, era fidanzato con Martina Ciontoli. La loro relazione lunga tre anni si era interrotta, per poi riprendere proprio poche settimane prima dell’omicidio. La sera del 17 maggio era rimasto a cena nella villetta della ragazza e lì si sarebbe fermato anche per la notte.

“In casa- si legge nella ricostruzione della polizia penitenziaria- quella sera c’erano, oltre alla ragazza, i genitori di lei, Antonio Cintoli e Maria Pezzillo, il fratello Federico e la sua fidanzata Viola Giorgini. Dopo circa una mezz’ora Marco decide di fare un bagno nella vasca, quando Antonio Ciontoli entra per prendere una pistola riposta nella scarpiera. Decide così di mostrargliela, nel compiere quel gesto, secondo quando si apprenderà successivamente in sede processuale, sarebbe partito casualmente un colpo, dalla Beretta calibro 9, che ferisce il ragazzo, solo apparentemente in un punto non vitale“.

Secondo i periti, Marco si sarebbe potuto salvare se la famiglia non avesse ritardato nel chiamare i soccorsi. Quella notte, infatti, nelle prime chiamate ai numeri di emergenza, la famiglia aveva parlato di un incidente con un pettine appuntito e di un ragazzo svenuto per un attacco di panico.

Antonio Ciontoli, come ribadito dalla Cassazione nel 2021, è stato condannato a 14 anni di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale. La moglie Maria e i figli Federico e Martina a 9 anni e 4 mesi per concorso anomalo in omicidio volontario.

Dal 2018, di fronte alla villa è stata fissata una targa commemorativa voluta dal comune di Ladispoli e firmata dai genitori Marina Conte e Valerio Vannini: “Chi diceva di amarti ti ha lasciato morire, ma nessuno farà mai morire il nostro amore per te, mamma e papà”.

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