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Anelli (Fnomceo): “Il medico sa interpretare il bisogno del malato”

La mostra professione ha un valore sociale

Pubblicato:18-10-2022 19:11
Ultimo aggiornamento:12-10-2023 13:10

FILIPPO-ANELLI
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ROMA – “Il medico non è soltanto la persona che sa fare la diagnosi e la terapia, ma è quella persona che sa interpretare il bisogno del malato. Credo che il passaggio dal medico che cura la malattia al medico che cura il malato sia oggi l’esigenza più importante nella definizione di quello che è il nostro ruolo e il nostro lavoro”. Lo ha detto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, durante la cerimonia inaugurale del 54° Congresso nazionale del Sumai Assoprof, dal titolo ‘Pnrr, Missione 6, specialista dove sei?’, di scena a Roma fino a giovedì 20 ottobre.

“Il nostro è un lavoro particolarmente complesso- ha proseguito- perché viviamo in una società dove ai medici è chiesto tanto. E noi, talvolta, forse ci lasciamo intimidire e non pensiamo invece al ruolo fondamentale che svolgiamo in questa società”. “I medici- ha tenuto a precisare Anelli, rivolgendosi alla platea- sono classe dirigente della nostra società, noi tutti siamo classe dirigente, perché siamo esempio di una società che dovrebbe coniugare il saper fare bene il proprio lavoro con i principi etici che dovrebbero ispirare ogni passaggio e ogni categoria di questa nostra società”. “E questo noi lo facciamo: siamo quelli che studiano, che non improvvisano- ha poi affermato il presidente della Fnomceo- siamo quelli che studiano continuamente. Oggi, per fare il medico, bisogna non solo essere laureati e abilitati, ma bisogna anche essere certificati. E siamo quelli che prendono le decisioni, che si assumono le responsabilità in maniera autonoma e quelli che, per quelli decisioni, rispondono”. “E siamo noi- ha concluso Anelli- quelli che vincolano il proprio lavoro a principi etici, che sono fondamentali per noi, il nostro giuramento di Ippocrate. Siamo noi che lavoriamo per alleviare le sofferenze, curare le malattie e garantire il diritto alla salute e il diritto alla vita. La nostra professione, dunque, ha un grande valore sociale in questa società”.


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