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Guccini sostiene la sartoria del carcere di Bologna ‘donando’ le sue canzoni

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I versi del cantautore emiliano saranno stampati su shopper, magliette e zainetti dai detenuti della casa circondariale
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Di Federica Nannetti

BOLOGNA – È la prima volta che Francesco Guccini permette la stampa di alcuni versi delle sue canzoni al di fuori delle pagine di un libro, ma ora, in edizione limitatissima, gli stralci di quattro brani compariranno su t-shirt, shopper e zainetti confezionati dalla sartoria Gomito a Gomito della casa circondariale di Bologna. La corsa all’acquisto, che può essere effettuata sul sito della stessa sartoria, parte proprio oggi, 18 ottobre, e il ricavato andrà a sostegno della cooperativa sociale Siamo Qua, impegnata da oltre dieci anni nel favorire la formazione professionale e l’impiego delle persone in stato di detenzione.

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Una scelta che ha dunque dell’inedito, ma motivata dalla consapevolezza di “parole e arte a vantaggio di un’ottima causa”, afferma lo stesso cantautore nell’accettare l’idea della coordinatrice della sartoria Enrica Morandi, che a sua volta spiega quanto sia stato difficile scegliere in una discografia di oltre 160 canzoni: “Riflettendo sulla realtà in cui ci si muove, cioè sul carcere, si sono scelti alcuni versi che un po’ rappresentano l’attività di volontari, come anche l’aspettativa che l’impegno della cooperativa suscita nelle persone con cui si lavora”. ‘Don Chisciotte’ è un inno ai volontari, tanto simili a cavalieri erranti di imprese impossibili, ed ecco che si è scelto “anche se siamo soltanto due romantici rottami sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte: siamo i grandi della Mancha, Sancho Panza e Don Chisciotte!” C’è poi ‘La Locomotiva’, canzone scelta per la convinzione dei volontari che la persona non sia solo il suo errore: “Ma un’altra grande forza spiegava allora le sue ali. Parole che dicevano: gli uomini con tutti uguali”, si può leggere. Una delle altre canzoni di Guccini scelte per le stampe da parte della sartoria Gomito a Gomito è ‘Canzone di notte n. 2’, che recita l’ormai famosa frase “scusate non mi lego a questa schiera morrò pecora nera”, che rispecchia la determinazione nel dare un’altra opportunità alle persone ristrette. E per finire, in una sorta di chiusura circolare, c’è l’ultima frase tratta da ‘Il vecchio e il bambino’. Il bambino non riesce a comprendere ciò che il vecchio racconta. Il vecchio lo sa e chiede al piccolo di immaginare, che lo ascolta, non capisce e gli dice: “Mi piaccion le fiabe raccontane altre”.

L’adesione all’iniziativa da parte di Guccini è raccontata in cinque video pubblicati su Youtube, uno dei quali dedicato anche ad alcune sue visite personali a vari istituti penitenziari italiani o a concerti al loro interno, come nel caso del carcere di Porto Azzurro, all’isola d’Elba: “Mi ricordo che quando entravi poi alle tue spalle si chiudeva il portone e pensavo- ripercorre il cantautore- io stasera riesco, ma questa gente qua no”.

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