Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

A Genova portuali e no green pass continuano a bloccare il varco di Ponte Etiopia

manifestazione no green pass a genova
Toti: "Un porto di tale importanza strategica non può stare sotto scacco di una protesta illegale"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

GENOVA – Quarto giorno di protesta di lavoratori portuali e no green pass a Genova. Resta attivo il blocco al varco di Ponte Etiopia con circa un centinaio di persone, ma l’operatività portuale è garantita attraverso gli altri accessi e la viabilità interna allo scalo. Presidi, ma senza blocchi, anche ai varchi Albertazzi e al Psa di Pra’.

IL PRESIDENTE DEL PORTO: “IL BLOCCO DELLO SCALO NON È SOSTENIBILE. POTEVA ANDARE PEGGIO”

La situazione è fluida, poteva essere peggio stamattina. Speriamo che si vada verso la direzione auspicata ieri dal presidente Toti, con l’aiuto del prefetto, di risoluzione tra oggi e domani. Credo che i manifestanti possano capire che il blocco di un porto fondamentale come quello di Genova non sia una situazione sostenibile, ma vediamo come evolve la giornata”. Così il presidente dell’Autorità portuale del Mar Ligure occidentale, Paolo Emilio Signorini, a margine di un convegno sulla portualità italiana a Telenord, commentando la protesta di portuali e no green pass giunta al quarto giorno consecutivo.

“In questo momento- spiega il presidente dell’authority, abbiamo una situazione di apertura del varco San Benigno, a ponente e il traffico è abbastanza fluido anche a Pra’. Abbiamo, invece, un presidio di circa 200 manifestanti a ponte Etiopia che tende a bloccare anche la rotonda interna al porto. Infine, c’è una situazione di parziale blocco in entrata al varco Albertazzi: lo dico perché è l’accesso per arrivare a Stazioni Marittime, dove abbiamo allestito uno dei centri tampone per i mezzi pesanti”. In ogni caso, ragiona il presidente dell’authority, “oggi rischiavamo di avere un blocco più pesante, invece abbiamo una situazione che consente al porto di lavorare, sia pure con difficoltà. In questi negoziati, bisogna avere un po’ il buonsenso da entrambe le parti: vedremo anche come evolve il quadro a livello nazionale”.

TOTI: “NO A PORTO GENOVA SOTTO SCACCO PROTESTA ILLEGALE”

“Credo che occorra misura: occorre comprendere le ragioni di chi protesta, anche se non le condivido. Ma i manifestanti devono sapere che la maggioranza degli italiani è perché il Paese riparta e torni a lavorare e, certamente, un porto dell’importanza strategica come quello di Genova non può stare sotto scatto di una protesta che abbia il carattere dell’illegalità“. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine di un convegno sulla portualità organizzato da Telenord, commenta la protesta dei no green pass che ostacola da quattro giorni l’operatività dello scalo genovese.

La situazione in porto è certamente movimentata, ma non paragonabile ad altri porti totalmente sigillati dalla protesta: il porto di Genova sta lavorando, seppur con difficoltà- analizza il governatore- ieri ho parlato a lungo con il ministro Lamorgese, con il prefetto e con il questore e stamattina di nuovo con il questore: mi auguro che i presidi continuino a fare il loro mestiere di testimonianza e che le merci e le persone possano accedere al nostro porto. Sennò, sicuramente, ci troveremmo a dover richiedere a chi gestisce l’ordine pubblico di garantire banalmente quelle libertà economiche di spostamento che sono garantite dalla Costituzione e che nessuna protesta può limitare”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»