Po, i Carabinieri mettono in fuga i pirati del grande fiume

Proprio stanotte i Carabinieri hanno intercettato un vero e proprio 'commando' di ladri a bordo di un'imbarcazione appena rubata
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REGGIO EMILIA – I Carabinieri di Boretto stringono il cerchio attorno ai “pirati del Po'”. Se la catena di furti notturni compiuti negli ultimi tempi soprattutto nel porto turistico di Boretto, in provincia di Reggio Emilia, non si arresta, sta infatti dando buoni risultati il dispositivo di prevenzione disposto dai militari nella zona. Proprio questa notte un intervento dei Carabinieri ha infatti permesso di intercettare un vero e proprio ‘commando’ di ladri a bordo di un’imbarcazione appena rubata, che i malviventi sono poi stati costretti ad abbandonare per fuggire. E’ avvenuto verso le 2.30 al Lido Po, dove i militari sono intervenuti su richiesta del proprietario della barca rubata, un pensionato 78enne di Cadelbosco Sopra. I ladri, vedendosi scoperti, si sono dileguati su un’altra barca a luci spente. Sul mezzo recuperato però sono state rilevate delle impronte che verranno inviate al reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Parma per le indagini di comparazione con i soggetti pregiudicati censiti, che potrebbero aiutare ad identificare i criminali. Ad affliggere il “grande fiume” le ruberie dei ‘pirati’ che lo solcano.

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Boretto

C’è anche il “forte incremento di attività pescatoria condotta in modo abusivo da organizzazioni dedite al bracconaggio” che si è registrato registrato negli ultimi anni e su cui ora si concentra un’interrogazione del consigliere regionale Alan Fabbri in cui si evidenzia che “per contrastare questi fenomeni è necessario un piano straordinario che affronti in modo integrato le diverse problematiche”. Fabbri ricorda in particolare che il 25 febbraio scorso l’Autorità di Bacino del fiume Po e le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Emilia-Romagna hanno siglato un protocollo d’intesa per una gestione sostenibile e unitaria della pesca e la tutela del patrimonio ittico nel fiume, documento già ratificato dalla Regione Lombardia. “Vista la situazione d’urgenza”, Fabbri chiede quindi alla giunta quando abbia intenzione di ratificare a sua volta il protocollo.

di Mattia Caiulo, giornalista professionista

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