Usa, TikTok e WeChat al bando: da domenica sarà vietato scaricarle

La mossa di Trump per proteggere gli americani dalle minacce del Partito comunista cinese
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Da domenica prossima, salvo ritrattazione, TikTok e WeChat saranno messe al bando negli Stati Uniti. Il divieto, che precluderà l’utilizzo e il download delle due app, è stato formalizzato con una nota dal dipartimento del Commercio americano, che ha messo in atto l’ordine esecutivo firmato lo scorso agosto dal presidente Donald Trump.

“UNA MINACCIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE”

“Il Partito comunista cinese (Pcc) ha dimostrato i mezzi e le motivazioni per utilizzare queste app per minacciare la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia” si legge nella nota. “Sebbene le minacce poste da WeChat e TikTok non siano identiche, sono simili”.

E prosegue: “Entrambe le app raccolgono vaste aree di dati dagli utenti, inclusa l’attività di rete, i dati sulla posizione e le cronologie di navigazione e ricerca. Entrambe partecipano attivamente nella fusione civile-militare della Cina e sono soggette alla cooperazione obbligatoria con i servizi di intelligence del Pcc”.

La parola finale spetterà quindi a Trump, che nelle prossime ore potrà decidere di ritirare l’ordinanza.

“TRUMP VUOLE PROTEGGERE GLI AMERICANI DALLE MINACCE CINESI”

“Le azioni di oggi dimostrano ancora una volta che il presidente Trump farà tutto ciò che è in suo potere per garantire la nostra sicurezza nazionale e proteggere gli americani dalle minacce del Partito comunista cinese“, ha affermato il segretario del dipartimento del Commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross.

“Su indicazione del presidente, abbiamo intrapreso azioni significative per combattere la raccolta dannosa dei dati personali dei cittadini americani da parte della Cina, promuovendo al contempo i nostri valori nazionali, le norme democratiche basate su regole e l’applicazione aggressiva delle leggi e dei regolamenti statunitensi”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

18 Settembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»