C’è un legame tra l’ossessione per i vip e l’essere no vax

Dai risultati accademici prende corpo una correlazione tra il culto per i vip e diversi atteggiamenti che rinforzano la cultura antivaccinale
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ROMA – Ossessionati da Brad Pitt, Alessandro Borghi o Charlize Theron? Potrebbe indicare possibili atteggiamenti antivax. Il culto delle celebrità, infatti, sembrerebbe essere collegato a diverse convinzioni negative verso le vaccinazioni. Lo sottolineano Lisset Martinez-Berman della Texas A&M University-San Antonio, con i professori Lynn McCutcheon e Ho Phi Huyn, in una ricerca scientifica di recente pubblicazione su ‘Psychology, Health & Medicine’: ‘Is the worship of celebrities associated with resistance to vaccinations? Relationships between celebrity admiration, anti-vaccination attitudes, and beliefs in conspiracy’.

Gli studiosi sono riusciti a dimostrate che le persone ossessionate dalle celebrità “non sono più propense a mettere in dubbio l’efficacia dei vaccini”, ma tutto il resto. Dai risultati accademici prende corpo, infatti, una correlazione tra il culto per i vip e i diversi atteggiamenti che rinforzano la cultura antivaccinale. Prima su tutte, la credenza relativa al “guadagno finanziario”. Dalle correlazioni evidenziate dallo studio emerge una diffusa convinzione circa il fatto che “le autorità promuovano le vaccinazioni per profitto e non per tutelare la salute degli individui”. Come, ancora, i fan ‘sfegatati’ delle celebrities, sono più inclini a ritenere che “essere esposti a malattie in maniera naturale- spiega la studiosa- sia più sicuro per il sistema immunitario che l’esposizione attraverso vaccino”. Ai fini dello studio sono stati intervistati “320 individui statunitensi – di cui un 40% donne con età media 36 anni – che hanno completato sia la Vaccination Attitudes Scale (Vax) che la Celebrity Attitude Scale (scala di misurazione degli atteggiamenti verso le celebrità, in uso scientifico da oltre 15 anni, ndr).

Per quanti, poi, l’ammirazione dei vip diviene “patologica”, si fortificano convinzioni del tipo: “I vaccini possono causare problemi imprevisti e seri nei bambini”, scrivono gli studiosi. Perciò, nonostante il culto massivo e ossessivo per le celebrità non sia legato alla messa in dubbio dell’efficacia dei vaccini, sembra invece connesso “ad errate convinzioni sull’immunità naturale, sull’esclusiva finalità commerciale, e sui potenziali effetti collaterali”, spiega Martinez-Berman. E ancora: l’ammirazione patologica per le celebrità risulta associata “alla fede nelle teorie del complotto, che a sua volta è associata alla preoccupazione per i profitti commerciali dei vaccini”. Certo è che, a detta di Martinez-Berman, “i risultati vanno interpretati con cautela ed è solo un primo passo”. Rimane da comprendere “se sia il culto dei vip a provocare atteggiamenti antivax o viceversa”, ma è possibile presumere che “le celebrità siano dannose per la salute pubblica quando si tratta di vaccini”, a meno che non sfruttino “la propria influenza per combattere gli atteggiamenti antivaccinali. Il nostro studio suggerisce dunque un nuovo modo di affrontare questo tipo di atteggiamenti- concludono gli studiosi- che possono essere utilizzati per educare efficacemente il pubblico sull’importanza delle vaccinazioni”.

L’ambito del culto delle celebrità rimane pertanto sotto i riflettori scientifici. Non a caso, Ho Phi Houyn (tra i firmatari del presente studio) ha pubblicato recentemente un’altra ricerca in cui si dimostra come “l’umiltà intellettuale sia invece connessa ad atteggiamenti favorevoli e promotori delle vaccinazioni”.

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