Una condanna e tre assoluzioni per l’assassinio dell’ex primo ministro libanese Hariri

Nell'attentato del 2005 a Beirut oltre ad Rafiq Hariri morirono altre 21 persone
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ROMA – Una condanna, quella di Salim Ayyash, identificato come l’organizzatore, e tre assoluzioni: questo il cuore del verdetto emesso oggi dal Tribunale speciale per il Libano per l’attentato del 2005 nel quale fu ucciso l’ex primo ministro Rafiq Hariri.
Ayyash e’ stato identificato come un sostenitore di Hezbollah ma nella sentenza non sono attribuite responsabilita’ dirette ne’ al partito di matrice sciita ne’ al governo della Siria suo alleato.
Assolti gli altri tre imputati, Hassan Merhi, Hussein Oneissi e Assad Sabra.
I quattro erano stati collegati all’assassinio attraverso tracce lasciate da telefoni cellulari. Nell’attentato, oltre ad Hariri, a Beirut, morirono 21 persone.
I giudici del Tribunale, costituito dall’Onu, hanno emesso la sostenza all’Aia, in Olanda.

NESSUNA PROVA DEL COINVOLGIMENTO DI DIRIGENTI DI  HEZBOLLAH E GOVERNO SIRIANO

Non ci sono prove del coinvolgimento diretto ne’ di dirigenti di Hezbollah ne’ del governo siriano nell’omicidio dell’ex primo ministro libanese Rafiq al-Hariri, ucciso in un attentato nella capitale Beirut nel quale persero la vita anche altre 21 persone il 14 febbraio 2005. A dirlo un giudice del tribunale speciale per il Libano istituito dalle Nazioni Unite, all’apertura della sessione del processo dal quale uscira’ oggi il verdetto sull’assassinio del leader politico libanese. Secondo quanto riferito dal quotidiano locale L’Orient le Jour, la giudice giamaicana Janet Nosworthy ha premesso che il tribunale crede che “la Siria e Hezbollah possano aver avuto un interesse per la morte di Rafiq Hariri”. Nonostante questo, ha aggiunto Nosworthy, “non ci sono prove della responsabilita’ diretta” dei leader siriani ne’ di quelli del partito e movimento armato sciita Hezbollah. I quattro imputati del processo sono Salim Jamil Ayyash, che avrebbe supervisionato l’organizzazione dell’attentato, Hussein Oneissi, Assad Sabra e Hassan Merh. Tutti e quattro sono accusati di essere “simpatizzanti” di Hezbollah, dato che non e’ stata mai provata la loro affiliazione al partito sciita.

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