Scontro sull’Anpi alle feste dell’Unità, Sinistradem: “Che imbarazzo”

All'Anpi è stata vietata la campagna per il 'no' al referendum all'interno delle Feste
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festa dell'unitàBOLOGNA  – L’alta tensione Pd-Anpi sulle Feste dell’Unità non accenna ad allentarsi e lo scontro riapre la ferita interna ai democratici.

Ad attaccare è Sinistra dem, col parlamentare Giorgio Merlo, dirigente nazionale Pd editoria e new media. “E’ francamente imbarazzante assistere allo scontro politico tra alcuni esponenti del Pd e la dirigenza dell’Anpi nelle varie realtà italiane sulle modalità della partecipazione, o meno, alle Feste dell’Unità”.

Uno scontro che è in atto anche a Bologna, dove il partito è pronto ad organizzare dibattiti con esponenti del ‘no’ al referendum ma l’associazione che si richiama ai partigiani ha chiesto (e non ottenuto) di fare campagna contro le riforme al proprio gazebo.

“Credo che se il Pd vuole ricomporre il vasto ed articolato campo della sinistra politica, sociale e culturale del paese- avvisa Merlo- non può continuare ad alimentare scontri con realtà come l’Anpi che rappresentano, piaccia o non piaccia, una componente importante e decisiva della cultura democratica e costituzionale. Al di là e al di fuori del confronto sul prossimo referendum costituzionale”.

Ma la senatrice bolognese Francesca Puglisi, sull’altro fronte, si richiama all'”autonomia culturale della politica”. “Nessuno ha paura del confronto e dunque i dibattiti e i confronti ci saranno”, assicura Puglisi, alla vigilia dell’apertura della festa al Parco nord, “ma perchè dovremmo lasciar fare all’interno della festa del Pd propaganda contro il Pd stesso? Chi ha certezza e coscienza dei propri valori, non deve temere di difendere le proprie posizioni nei confronti di alcuno”.

Per il resto “è ovvio che mi dispiace una eventuale assenza dell’Anpi alla festa dell’Unità”, assicura Puglisi. “Insieme vogliamo continuare a promuovere i valori dell’antifascismo che sono nella carta dei valori del Partito democratico e nella Costituzione- sottolinea- ma la Riforma Costituzionale non c’entra proprio nulla con l’antifascismo. Questa riforma è perfettamente nella storia costituzionale del nostro paese ed è una nostra battaglia politica da sempre”.

Ma proprio dal fronte renziano si sottolinea come all’interno dell’Anpi ci sia chi ha pagato l’adesione al sì. Come l’ex coordinatore regionale dell’assocazione Ivano Artioli, che ha lasciato il posto alla bolognese Anna Cocchi.

“Se si chiede di organizzare un momento di confronto durante la Festa dell’Unità (e io penso che faccia bene il Pd a concederlo), bisogna però essere in grado di accettare la discussione interna alla propria associazione”, scrive su Facebook il renziano Davide Di Noi, ex responsabile comunicazione del partito. Tra i commenti, inevitabilmente divisi, c’è anche quello del centrista Mauro Sorbi, presidente dell’osservatorio regionale sulla sicurezza stradale: “Stanno diventando- dice dell’Anpi- un partito rifondatore del comunismo. E agiscono di conseguenza con chi internamente la pensa diversamente…”.

L’associazione oggi, sostiene, “è rappresentata da persone in uscita dal Pd e che vorrebbero trovare in questa associazione un grimaldello per riformare un partito”.

di Mirko Billi, giornalista professionista

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