Dall’Ue i finanzimenti per la terza corsia dell’A4 tra Portogruaro e Palmanova

Serracchaini: bene, è opera strategica per il Friuli Venezia Giulia
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autostrada“Sapevamo che la realizzazione della terza corsia è riconosciuta di interesse strategico per l’Europa, anche grazie all’attenzione diretta del Governo italiano che già in occasione dell’Ecofin dello scorso marzo l’aveva inserita nella sua short list. Questa notizia è una buona conferma”. Lo afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia e commissario straordinario per l’emergenza sulla A4 Debora Serracchiani, commentando la notizia, pubblicata oggi dal Sole24Ore, che il Piano Juncker garantirà due miliardi di euro entro il 2015 per finanziare due progetti infrastrutturali per la rete autostradale, tra cui quello di Autovie Venete. La stessa fonte evidenzia che la garanzia dell’Efsi è stata attivata per un unico prestito della Bei, da 100 milioni, in favore delle Acciaierie Arvedi.

“Va ricordato che l’asse autostradale di cui fa parte la rete gestita da Autovie Venete riveste un ruolo rilevante- continua Serracchiani- in quanto inserito nella rete europea dei trasporti (Trans-European Networks – Transport, TEN-T). Il progetto di realizzazione della terza corsia della A4 fra Venezia e Trieste, nella nuova formulazione presentato da una società affidabile come Autovie Venete, ha recentemente superato una approfondita e rigorosa istruttoria da parte dei tecnici della Bei che lo hanno ritenuto del tutto bancabile”.

“In particolare, le garanzie del Fondo Europeo per gli Investimenti strategici si eserciteranno sui finanziamenti che saranno erogati da Cassa Depositi e Prestiti e da altre banche alle migliori condizioni di mercato. Le risorse così assicurate serviranno a finanziare l’intero tratto di terza corsia tra Portogruaro e Palmanova, intervento ritenuto prioritario al fine di superare le criticità che anche in questi giorni si sono riscontrate in quella tratta”.

Riferendosi ai 100 milioni prestati dalla Bei alle Acciaierie Arvedi per modernizzare gli impianti, Serracchiani osserva che “è apprezzabile quando un’azienda italiana riesce ad accedere a risorse europee per sviluppare la sua attività. E ovviamente non possiamo sottovalutare il fatto che gran parte di quei 100 milioni saranno investiti in Friuli Venezia Giulia”.

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