ROMA – I titolari dello stabilimento balneare di Sestri Levante sono stati iscritti nel registro degli indagati per la morte di Alice, la bambina di 11 anni rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone della piscina. La Procura di Genova ha aperto un fascicolo d’inchiesta e il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo. Un atto dovuto che precede l’autopsia disposta dal pm Fabrizio Givri sul corpicino della piccola, deceduta al Gaslini di Genova. I suoi organi – dopo l’esame, che si svolgerà martedì – saranno donati come da volontà dei genitori.
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Su quanto avvenuto sono in corso gli accertamenti della Capitaneria di porto e le indagini per verificare eventuali responsabilità. La vasca è stata posta sotto sequestro, così come sono state state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica dei fatti e per accertare se siano state rispettate le norme di sicurezza.
A LIBERARE LA BAMBINA DAL BOCCHETTONE PROPRIO IL TITOLARE DELLO STABILIMENTO
La bambina, originaria di Suisio, si trovava in vacanza in Liguria con la famiglia. Il dramma è avvenuto in pochi secondi. Un bambino che si trovava nella stessa vasca ha dato l’allarme, capendo che qualcosa non andava come doveva: la ragazzina non riemergeva più da troppo tempo. A liberarla l’intervento del titolare dello stabilimento che si è tuffato con un paio di forbici per tagliarle i capelli. La piccola è stata poi rianimata a lungo dai sanitari intervenuti sul posto, per circa 45 minuti, quindi è stata trasferita in elicottero in ospedale a Genova dove è rimasta ricoverata in condizioni gravissime, fino alla tragica morte.



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