Tra Di Maio e Salvini è gara a chi sta tradendo di più

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di Stampa Dire, per DireOggi | Edizione del 18 luglio 2019
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ROMA – «Traditore…». «No, tu hai tradito, sei vuoi far cadere il Governo devi dirlo…». Uno scontro furibondo quello andato in scena oggi tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il collega e capo politico del M5S, Luigi Di Maio. Per Salvini il M5S ha tradito l’accordo di governo votando con il Pd a Bruxelles per eleggere la nuova presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

«Pd e M5S governano insieme in Europa, tradendo il voto degli italiani che volevano il cambiamento, una scelta gravissima», ha tuonato Salvini. Di Maio non ha aspettato che pochi minuti per rispondere a muso duro: «Il rischio che sta correndo la Lega è quello di isolare l’Italia. Noi siamo stati responsabili… il colmo è che Lega vuole anche il Commissario europeo, ma se tu ti isoli e poi chiedi di nominare un leghista c’è qualche difficoltà. Quanto all’accusa che ci lancia la Lega di aver votato per Ursula von der Leyen, la Lega sta mentendo, c’era un accordo per votarla in cambio del Commissario. Poi hanno capito che non riuscivano ad averlo e si sono ritirati. Noi non abbiamo votato per una poltrona», ha sottolineato Di Maio.

Per Salvini adesso ci sono tre appuntamenti strategici: Giustizia, Autonomia Regioni e manovra. Se su questi temi ci saranno ancora dei ‘no’ allora il Governo sarà a rischio. Soprattutto sull’Autonomia rafforzata i governatori della Lega in Lombardia e Veneto stanno sparando a palle incatenate contro il M5S. Per Zaia, governatore del ‘granaio’ Veneto, ad esempio, la ministra Lezzi del M5S non ha titolo per parlare perché «è solo un perito aziendale» e non può misurarsi su temi costituzionali.

Insomma, si è tornati ad un confronto che ha tutti i segni di una campagna elettorale. Tra le ‘voci’ che circolano nei Palazzi della politica alcune parlano sulla possibilità, visto che la Lega non otterrà quello che vuole, che Salvini si sganci dal Governo per lasciare al M5S ed ad altri la responsabilità di votare una manovra che loro non condividono. Saranno i ‘responsabili’ a votarla e la Lega scatenerà la sua campagna elettorale per andare a votare in primavera.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 18 LUGLIO

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18 Luglio 2019
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