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Barachini alla Vigilanza Rai; Pd riparte da periferie; Don Ciotti: “No naufragio coscienze”

Edizione del 18 luglio
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VIGILANZA RAI, ALLA PRESIDENZA L’EX MEDIASET BARACHINI

Eletti i presidenti delle commissioni di garanzia nella diciottesima legislatura. Regge il patto tra Pd e Forza Italia, rispettato anche dalle forze di maggioranza. L’ex giornalista Mediaset Alberto Barachini presiedera’ la commissione di vigilanza. Scheda bianca dai Cinque stelle. Chiedono a Barachini di essere un presidente imparziale. Eletto anche il numero uno della commissione di controllo sui servizi segreti, Lorenzo Guerini. Secondo Pier Luigi Bersani, l’intesa tra Pd e forzisti e’ dadaismo puro.

MIGRANTI, DON CIOTTI: NO AL NAUFRAGIO DELLE COSCIENZE

“Chi si astiene diventa complice”. Il presidente di Libera don Luigi Ciotti invita a mobilitarsi contro chi rifiuta il soccorso ai migranti. “Le parole non bastano piu'”, dice don Ciotti a proposito dei due morti di ieri, abbandonati dalla guardia costiera libica. Il sacerdote ricorda che “il male vince anche grazie al contributo degli indifferenti e delle nazioni che per bassi interessi di bottega hanno stretto patti con dittature o Paesi senza governi stabili e riconosciuti. Impediamo che quella storia si ripeta”.

IL NUOVO PD RIPARTE DALLE PERIFERIE

Il segretario del Pd Maurizio Martina tiene la prima riunione della nuova segreteria a Tor Bella Monaca, periferia della Capitale. “Ci rivolgiamo al governo: attui il Piano di riqualificazione che noi abbiamo elaborato”, dice Martina che invita il ministro Danilo Toninelli a riferire in parlamento. “Deve partire la commissione parlamentare”, chiede ancora Martina che domani sara’ al quartiere Zen e dove visitera’ anche il ‘punto luce’ di Save the children.

SILVIA COSTA: SUI ROM RAGGI SBAGLIA STRATEGIA

Giusto favorire il superamento dei campi rom, ma attraverso progetti condivisi con la popolazione. E in questo senso il Comune sbaglia completamente strategia. L’europarlamentare Silvia Costa si scaglia contro il sindaco di Roma Virginia Raggi, colpevole d’aver ordinato lo sgombero del campo River nella capitale. “Era uno dei più virtuosi e ordinati perchè chiuderlo?”, si chiede l’europarlamentare, secondo cui “la soluzione non è pagare per agevolare i rimpatri”.

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