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India, attesa per il film bloccato da mesi per la censura

Dopo aver vinto due riconoscimenti al Festival cinematografico di Mumbai, la pellicola uscirà nelle sale il 21 luglio
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ROMA – ‘Lipstick Under My Burkha‘ è un film indiano del 2017, che uscirà tra poco nelle sale ma che ha dovuto lottare per sei mesi contro la censura perché giudicato “troppo rivolto alle donne“. A raccontare la vicenda è la ‘Bbc’, che mostra qualche scena della pellicola: una giovane che si scatta un selfie in una posa un po’ ammiccante, una donna dai capelli bianchi che prova un abito corto, una donna in burqa – il velo integrale islamico – che in una profumeria ruba un rossetto, e che dà il titolo a questa pellicola. Il regista Alankrita Shrivastava ha voluto raccontare uno spaccato della mutevole società indiana: una giovane di 18 anni che vive in un contesto patriarcale e pieno di pregiudizi, ma che aspira a liberarsi del burka per vivere a modo proprio la sua vita. Una trama che non ha appassionato l’organismo deputato alla censura, il Central Board of Film Certification, che a gennaio ha bocciato il film definendolo “oltre misura indirizzato alle donne”. Condannate anche alcune “scene di sesso” e alcuni “audio“, definiti “pornografici“.

Konkona Sen Sharma, una delle attrici del film, in un’intervista all’emittente britannica dice: “Quel giudizio lascia intendere che abbiamo fatto qualcosa di molto sbagliato, ma non è così. Non c’è nulla di male nel rivolgersi alle donne. Che male c’è a raccontare delle storie dal nostro punto di vista?”. La pellicola – che ha già vinto due riconoscimenti al Festival cinematografico di Mumbai – uscirà nelle sale il 21 luglio. “In un Paese in cui le persone eleggono democraticamente i propri governanti, la censura non dovrebbe esistere. Ma il cambiamento è una cosa che avviene lentamente”, conclude Sharma. In India, la violenza contro le donne e le discriminazioni di genere sono molto frequenti, e anche nei film spesso le storie femminili sono ‘confezionate’ sui bisogni della trama dei protagonisti maschili. Ecco perché per le attrici di questo film è importante continuare a proiettare sul grande schermo storie che mettano al centro la donna, la sua vita e tutto quello che le ruota attorno.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

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