ROMA – Il Tar della Toscana, con sentenza numero 1280 del 18 giugno 2026, ha accolto il ricorso proposto da Enilive S.p.A., difesa in giudizio dall’avvocato Giovanni Francesco Fidone, annullando gli atti con i quali le Amministrazioni interessate (Mase, ministero della Cultura, Anas, Comune di Massa, Regione Toscana, Provincia di Massa Carrara e altri) hanno espresso giudizio positivo circa la compatibilità ambientale della ‘Variante Aurelia’ di Massa e tutti gli atti conseguenti.
LE MOTIVAZIONI DEL TAR
In particolare Enilive S.p.A., proprietaria di un grande impianto di distribuzione (sito nel comune di Massa, via Pellegrini, in prossimità della rotatoria con via del Papino) e destinato ad essere chiuso per effetto della realizzazione dell’opera, aveva lamentato l’illegittimità degli atti adottati sotto molteplici profili. In accoglimento del ricorso, il Tar ha ritenuto che il ‘frazionamento dell’opera ai fini della V.I.A. … non trova giustificazione nelle problematiche relative al finanziamento e convenzionamento dei relativi lotti (che investono, in realtà, altri aspetti e non la valutazione dell’impatto ambientale delle nuove opere) e … si pone in conflitto con l’autovincolo radicato sulla precedente considerazione unitaria dei tre lotti (soprattutto per quello che riguarda la verifica di sottoponibilità a V.I.A. che è stata instaurata su un progetto più ampio e comprensivo di quello poi sottoposto a V.I.A.); frazionamento che, al di là di ogni considerazione in ordine ad una possibile volontà elusiva delle norme, non ha sicuramente permesso quella considerazione globale degli effetti dell’opera (anche insistenti su altri lotti ed aree) che è propria dell’istituto, con conseguenziale violazione dei principi comunitari e di diritto interno della materia, oltre che dei principi di ragionevolezza e logicità richiamati da parte ricorrente’.
COSA SUCCEDE ORA
L’opera, a questo punto, in siffatte condizioni, non potrà essere realizzata e dovranno essere le Amministrazioni interessate ad adottare le determinazioni conseguenziali per porre rimedio ad una procedura che i giudici amministrativi hanno ritenuto illegittima.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

