Ungheria, la Corte Ue contro Orban: “Norme su Ong non conformi al diritto europeo”

"Si tratta di una sentenza importante che difende la liberta' di associazione delle organizzazioni della societa' civile nell'Unione europea"
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ROMA – Le restrizioni ungheresi nei confronti del finanziamento delle ong da parte di soggetti con sede al di fuori del Paese non sono confermi al diritto dell’Unione Europea. A stabilirlo e’ la Grande sezione della Corte di giustizia europea in Lussemburgo, con una sentenza che accoglie un ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione Ue.

La sentenza arriva dopo che i giudici europei avevano constatato che l’Ungheria aveva introdotto restrizioni discriminatorie e ingiustificate nei confronti sia delle organizzazioni in questione sia di coloro che concedono loro un sostegno. Per la Corte, le restrizioni contrastano con gli obblighi sulla libera circolazione dei capitali regolati dai Trattati dell’Unione Europea e con la Carta dei diritti fondamentali.

Secondo la legge ungherese, le ong devono registrarsi come tali davanti alle autorita’ ungheresi quando l’importo delle donazioni ricevute nel corso di uno specifico esercizio raggiunge o oltrepassa la somma di 500.000 fiorini (circa 1.500 euro), al fine di rendere trasparenti le organizzazioni civili che ricevono donazioni dall’estero. Per la Corte di Giustizia europea, Budapest non ha pero’ dimostrato per quale motivo una maggiore trasparenza del finanziamento associativo giustifichi le misure adottate.

“La Commissione europea prende nota della sentenza con cui la Corte di giustizia conferma che le restrizioni imposte dall’Ungheria sul finanziamento di ong dall’estero non sono compatibili con la legge europea” ha dichiarato un portavoce della Commissione. “Si tratta di una sentenza importante che difende la liberta’ di associazione delle organizzazioni della societa’ civile nell’Unione europea e riafferma le regole del mercato interno”.

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18 Giugno 2020
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