Cia: “Vespa samurai contro cimice asiatica? Servono due anni perché funzioni”

Notari: "Nel frattempo aiutare le aziende, o la frutticoltura scomparirà"
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BOLOGNA – Ci vorranno almeno due anni prima di vedere gli effetti della vespa samurai contro la cimice asiatica. Nel frattempo, “servono mezzi alternativi efficaci o la frutticoltura scomparira’”. A lanciare l’avvertimento e’ il vicepresidente della Cia Emilia centro, Alberto Notari, che commenta cosi’ il lancio dei primi esemplari del parassita nei giorni scorsi nel modenese. La vespa samurai, afferma Notari, “sara’ di grande aiuto nel contenere l’invasivita’ della cimice asiatica. Ma prima che svolga un’azione incisiva passeranno almeno due anni, periodo in cui i frutticoltori dovranno combatterla con mezzi alternativi. Oppure sara’ la fine della frutticoltura”.

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Secondo Notari, infatti, “lotta biologica e difesa integrata, oltre che l’utilizzo di barriere fisiche come le reti, sono indispensabili in questo lungo lasso di tempo, necessario anche per capire la reale efficacia dei lanci del vespa“. Per il 2020, conclude il vicepresidente Cia, “dalle prime stime sembra che la produzione di pere sia in generale nella norma, anche se non mancano aree in cui la gelata tardiva ha compromesso parte del raccolto. Ci auguriamo che la cimice asiatica non peggiori la situazione”. L’Emilia-Romagna, con quasi 19.000 ettari, e’ la principale zona di produzione di pere, anche in Europa, ricorda la Cia, concentrando quasi il 70% del potenziale nazionale, in particolare a Modena e Ferrara.

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18 Giugno 2020
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