VIDEO | L’ambasciatrice Zappia: “Sosterremo l’Africa con la presidenza del G20”

Rappresentante permanente Onu alla Dire sulla ripresa post-Covid
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ROMA –  L’Italia sara’ nei prossimi mesi al fianco dei Paesi in via di sviluppo, a cominciare da quelli africani, colpiti dalla pandemia prima ancora che sul loro territorio ci fossero contagi da Covid-19: cosi’ Mariangela Zappia, rappresentante permanente per l’Italia presso l’Onu, in un’intervista con l’agenzia Dire. “Oggi sosteniamo le Nazioni Unite nel dare una risposta a quegli Stati che non saranno in grado di darla per conto loro” sottolinea l’ambasciatrice, oltre 30 anni in diplomazia, gia’ “sherpa” della presidenza del Consiglio al G7 e al G20, dal 2018 prima donna alla guida della delegazione a New York. L’occasione dell’intervista e’ un webinar organizzato da Avsi e Fondazione De Gasperi, dal titolo ‘Multilateralismo, sovranismi e Stato: chi resiste meglio alla prova del Covid-19?‘.

Temi, con la Dire, sviluppati anche sottolineando le responsabilita’ dell’Italia e dell’Ue. “Se sapra’ superare virtuosamente la crisi, l’Unione Europea avra’ un ruolo importante da giocare come forza positiva, propulsore del multilateralismo” evidenzia Zappia. “L’Italia, per prima, e l’Ue hanno preso l’iniziativa per la creazione di un’alleanza per il vaccino; entro questa cornice di cooperazione internazionale, la cura potra’ essere resa accessibile anche ai Paesi piu’ vulnerabili, con la collaborazione di tutti gli attori rilevanti, dal settore privato alla societa’ civile”.

LA CRISI ECONOMICA CAUSATA DALLA PANDEMIA

A preoccupare, nelle regioni del mondo meno attrezzate, non sono solo le curve di contagio ma anche le implicazioni sul piano economico e sociale. “I Paesi in via di sviluppo sono stati colpiti dal virus prima ancora che si diffondesse sul loro territorio a causa delle necessita’ nostre, che hanno determinato la chiusura delle frontiere e dei mercati e la rottura delle catene di approvvigionamento” sottolinea Zappia. “Tutto questo ha messo per esempio una regione come l’Africa in grande difficolta’; e noi come Italia saremo allora come sempre al suo fianco, cercando di fare il nostro meglio”.

Un riferimento e’ la presidenza del G20, che Roma deterra’ il prossimo anno. “Questo gruppo venne creato come risposta alla crisi finanziaria del 2008” ricorda l’ambasciatrice. “Allora si tratto’ di dare una risposta immediata ma poi il G20 si e’ sviluppato in tutti i suoi filoni affinando la capacita’ di intervenire su problemi globali”. La convinzione e’ che nel 2021 l’Italia “potra’ dare un contributo importante”. In questa prospettiva c’e’ un nuovo slogan di riferimento, con quattro “P”, che animerebbe la stessa Next Generation Eu lanciata dalla Commissione europea. “Persone, pianeta, prosperita’ e partnership” scandisce Zappia: “L’impegno e’ mettere gli individui al centro, tutelare la biodiversita’ e l’ambiente, contrastare il cambiamento climatico – tema che vede l’Italia in prima fila anche come co-presidente della Cop26 – lottare contro le disuguaglianze estreme create dalla globalizzazione e puntare sulle alleanze”. L’assunto, secondo l’ambasciatrice, e’ che “da soli non si va da nessuna parte”.

ONU, ZAPPIA: “IL CONSIGLIO SI BLOCCA ANCHE SUL COVID, RIFORMIAMOLO”

Da tre mesi il Consiglio di sicurezza non riesce ad approvare una risoluzione sulla lotta al Covid-19, dimostrando in una fase decisiva la sua obsolescenza e l’incapacita’ di rispondere a vecchie e nuove minacce: spiega alla Dire Zappia. L’intervista si tiene a poche ore dall’elezione dei nuovi membri non permanenti dell’organismo, “un appuntamento importante che evidenzia la fiducia nei confronti di certi Paesi”, sottolinea l’ambasciatrice, ma sul quale di allunga l’ombra delle inefficienze di queste settimane.

“Da tre mesi – sottolinea Zappia – il Consiglio sta provando ad adottare senza successo una risoluzione molto semplice che dica, come accadde al tempo dell’epidemia di ebola, che il nuovo coronavirus e’ una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e che bisogna agire insieme per combatterla ed eliminarla”. Secondo l’ambasciatrice, ritardi si sono manifestati anche rispetto all’appello per una tregua globale rivolto a marzo dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “Tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite si sono precipitati a sostenere la sua richiesta ma il Consiglio di sicurezza non ha mai potuto effettivamente esprimersi” denuncia Zappia. “C’e’ una distanza abissale tra la gravita’ assoluta della crisi inedita che stiamo vivendo e l’incapacita’ di risposta del Consiglio, un organismo con una posizione ormai anacronistica”. Presa d’atto alla quale, sul piano diplomatico, corrisponderebbe un impegno in favore di una trasformazione. “L’Italia – sottolinea l’ambasciatrice – e’ impegnata da molto tempo nel dibattito per una riforma, oggi piu’ che mai attuale e necessario, mentre celebriamo il settantacinquesimo anniversario dell’organizzazione”. 

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18 Giugno 2020
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