VIDEO | Burkina Faso, Aziz Diallo: “Manca l’acqua, e i pastori si armano”

ANKARA – “Ai ragazzi offrono armi, soldi e motociclette; in tanti accettano perche’ con l’avanzata del deserto non riescono piu’ a nutrire il bestiame come facevano i loro padri e i loro nonni”: a parlare e’ Ahmed Aziz Diallo, sindaco in una regione del Burkina Faso colpita da agguati e violenze.

Il colloquio con l’agenzia ‘Dire’ si tiene ad Ankara, a margine delle celebrazioni della Giornata mondiale contro la desertificazione. Diallo, che oltre a essere sindaco di Dori e’ deputato del Burkina Faso, premette che nel suo Paese il legame tra cambiamenti climatici, degrado dei suoli e conflitti sociali e’ evidente.
Di Dori, capoluogo di una regione al confine con Mali e Niger minacciata da gruppi affiliati ad Al Qaeda o allo Stato islamico, si e’ parlato negli ultimi mesi anche all’estero. Commando armati hanno preso di mira chiese e religiosi, come il parroco del villaggio di Djibo, rapito a marzo. Sull’altro versante della frontiera, in Niger, nel settembre 2018 e’ stato sequestrato il missionario italiano Pierluigi Maccalli.
Secondo Diallo, pero’, a Dori ne’ la religione ne’ l’appartenenza etnica sono fattori di conflitto.

Gli elementi chiave sarebbero cambiamento climatico, inaridimento dei terreni e nuove scarsita’. “Otto persone su dieci appartengono a famiglie di allevatori e pastori” dice il sindaco. “Negli ultimi anni il degrado dei suoli e il ridursi delle fonti d’acqua hanno fatto si’ che per tanti giovani mantenere una famiglia sia diventato impossibile”. Le violenze, secondo Diallo, si spiegano anche cosi’: “Questi ragazzi preferirebbero continuare ad allevare animali, come i padri e i nonni, ma i cambiamenti climatici li rendono vulnerabili ai terroristi”.

Ad Ankara, nel corso delle celebrazioni per la Giornata mondiale, e’ stato evidenziato come a livello globale negli ultimi 15 anni circa il 40 per cento dei conflitti sia stato dovuto alla competizione per le risorse naturali. Il sindaco ha portato la propria esperienza e annunciato la nascita di una fondazione intitolata alla memoria del padre, Ahmed Arba Diallo, politico e diplomatico, primo segretario esecutivo della Convenzione Onu contro la desertificazione (Unccd).

L’impegno, attraverso la nuova iniziativa, sarebbe formare i giovani burkinabe’. “Vogliamo coinvolgerli affinche’ comprendano le questioni climatiche e ambientali” spiega Diallo. “La prospettiva e’ creare un collegamento con le universita’, finanziando borse di studio all’estero, perche’ questi ragazzi possano diventare protagonisti e magari poi fermare il deserto”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Guarda anche:

18 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»