ROMA – “Il tema è creare le condizioni perché una candidatura possa essere vincente. Dopo Milano-Cortina quello che non sorprende, visto anche il successo, è che siano tanti a candidarsi in Italia, il che vuol dire che quest’idea che ci si metta insieme per raggiungere un obiettivo così ambizioso, prestigioso, affascinante, entusiasmante può raccogliere il consenso in un Paese che spesso è travolto dai ‘da noi no, non si può fare perché ci sono altre priorità’. È del tutto evidente che la candidatura olimpica è l’agenda delle priorità, questo prima non è stato compreso (candidatura per il 2024, ndr), ora si è tutti maturati un po’ e l’aver ospitato delle Olimpiadi e Paralimpiadi meravigliose, che sono state apprezzate dal mondo, è chiaro che adesso dà entusiasmo”. Lo ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervistato da Radio Roma Sound sulla possibile candidatura olimpica di Roma.
“Però- ha poi aggiunto Abodi- ancora una volta, più che parlare, serve il metodo: se ci saranno più candidature, come sembra, sarà il Coni a valutare quella che avrà le caratteristiche e ne parlerà con il governo; quindi, io non mi esprimo su nessuna in particolare. Dico semplicemente che noi abbiamo ospitato nel 1960 per la prima volta le olimpiadi estive, è stata anche la prima edizione delle Paralimpiadi, che hanno fatto storia. C’è ancora il vivido ricordo di quell’esperienza anche perché la città vive anche delle opere che sono state realizzate in quell’epoca, a dimostrazione di quanto l’Olimpiade da un lato fosse anticipatrice dello sviluppo urbano e di quanto poco è stato fatto ‘strada facendo’. Il 2040, 80 anni dopo le Olimpiadi del 1960, mi sembra un bell’appuntamento a cavallo tra i due secoli. È fondamentale prepararsi in ogni caso- ha concluso- che siano le Olimpiadi di Roma, che siano Olimpiadi comunque italiane, l’importante che ci si prepari perché non siano solo i giochi olimpici a produrre sviluppo, ma ci sia lo sviluppo sostenibile che porta a candidature vincenti”.
“LA CITTA’ GINNASTICATA”
“E’ stata una giornata che ha ulteriormente dimostrato la grande capacità di Roma di potere organizzare qualunque cosa, anche contemporaneamente e con tutte le difficolta del caso”. Il questore di Roma, Roberto Massucci, a margine di un evento sul turismo al Tempio di Vibia Sabina e Adriano, interpellato dall’agenzia Dire, non nasconde la “grande soddisfazione” per la gestione in completa sicurezza del derby di calcio Roma-Lazio e, pochissime ore dopo e nella stessa area, della finale degli Internazionali di Tennis.
Una “doppietta” all’ora che inizialmente Prefettura e Questura avevano bocciato, preferendo fare svolgere la stracittadina stasera alle 20.45, e ancora oggi Massucci rivendica che quella di ieri “è stata un’operazione di polizia complessa che attraverso una pianificazione più accurata poteva essere facilitata con una diversa pianificazione degli eventi. Gli errori possono capitare, l’importante è la capacità di affrontarli e risolverli. Buon senso vuole che una corretta pianificazione e una maggiore attenzione alle esigenze della città possa essere la soluzione molto prima rispetto a una gestione che poi diventa complicata”.
Alla fine tutto è filato liscio senza problemi, soprattutto grazie a un fattore secondo Massucci: “La chiave di volta della giornata di ieri è stata mettere insieme in un impegno congiunto l’attività delle istituzioni con quella degli organizzatori degli eventi sportivi, con un piano di sicurezza che ha incluso servizi di stewarding, accoglienza e indirizzamento anche a largo raggio rispetto alla zona del grande evento sportivo. Siamo arrivati con gli steward fino a Ponte Milvio, Ponte della Musica e Ponte Duca d’Aosta. Questo, per esempio, ha evitato che ci fossero errori di itinerari da parte delle persone, che spesso nei precedenti derby abbiamo registrato e diventano motivo di conflittualità”.
Questa “opera congiunta per cui la gestione è demandata allo steward, al quale più volentieri ci si rivolge a chiedere informazioni perché si sa che sta lì apposta, insieme alla funzione di garanzia delle forze dell’ordine, dislocate capillarmente dislocate sul territorio, hanno consentito- ha concluso Massucci- il corretto svolgimento di una giornata oggettivamente complessa e con diversi elementi di cricità: quelli legati al tifo calcistico, a una situazione generica di contesto internazionale in cui il terrorismo non è un’opzione distante dalla realtà, senza contare, come abbiamo drammaticamente visto, le azioni dei cosiddetti ‘lupi solitari’ o comunque persone che in maniera isolata agiscono con comportamenti illegali”.
Roma, almeno dal lato sicurezza, è pronta a ospitare le Olimpiadi: “L’ho detto in tempi non sospetti: questa città è in grado di gestire qualunque cosa, con un livello di professionalità che si arricchisce giorno dopo giorno e una struttura ‘ginnasticata’”, ha concluso Massucci.




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