Moratti: “Un algoritmo indicherà i cantieri più a rischio infortuni”

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Durante la celebrazione della Giornata regionale dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro, l'assessora al Welfare della Lombardia ha descritto gli interventi in cui la Regione investirà i 30 milioni ricavati dalle sanzioni alle imprese
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Di Marialaura Iazzetti

MILANO – “La recrudescenza di eventi di questa ultima settimana, ultimo in ordine di tempo quello tragico di ieri, 17 maggio, deve vedere la messa in campo di interventi sinergici in grado di contrastare il fenomeno”. Con queste parole l’assessora al Welfare della Regione, Letizia Moratti, celebra in aula al Pirellone la Giornata regionale dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro. Presenti anche i 12 rappresentanti provinciali dell’associazione ‘Anmil’. Un’associazione che, come ricorda il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, da 78 anni svolge il lavoro “di portavoce dei diritti delle famiglie delle persone che hanno sacrificato la propria vita o la propria salute sui luoghi di lavoro”.

La vicepresidente annuncia alcuni provvedimenti che la Regione intende attuare grazie ai 30 milioni di euro ricavati dalle sanzioni effettuate nei confronti delle imprese. In primis, “come già comunicato dalla direzione Welfare alle Ats dovrà essere completata l’acquisizione prevista di 45 tecnici della prevenzione e di esperti con contratti di collaborazione (chimici, biologi, ingegneri)”, spiega Moratti. A ciò si aggiungeranno corsi di formazione dedicati e altre assunzioni nei ‘Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro’ delle aziende sanitarie. Assunzioni considerate dalla vicepresidente fondamentali, vista la carenza di organico: “Si è passati da 794 operatori nel 2014 a 683 nel 2020”, aggiunge.

Proprio per questo motivo, quindi, “i proventi delle sanzioni irrogate negli anni 2019 e 2020 (circa 14 milioni di euro) saranno impegnati per rafforzare l’organico dei Servizi valorizzando un approccio interdisciplinare alla materia: medici del lavoro, tecnici, chimici, ingegneri e biologi”. Per aumentare i controlli, poi, la Regione adotterà “quale strumento ordinario di vigilanza, l’algoritmo che consente di individuare i cantieri a maggior rischio e di sottoporli prioritariamente a controllo”, annuncia la vicepresidente. Questa iniziativa sarà condivisa con l’Ispettorato interregionale del lavoro.

Secondo l’assessora, nonostante negli ultimi anni il trend veda un calo degli infortuni mortali (dal 1 gennaio al 17 maggio 2021 sono stati 16) non bisogna abbassare la guardia, anzi è necessario “aumentare gli sforzi per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori lombardi”. Un impegno condiviso anche dal presidente Fermi: d’altronde, sono i “numeri a suggerire di non poter abbassare la guardia”. Il presidente lombardo di Anmil, Emilio Roberto Giacomelli, ricorda che “da gennaio a marzo 2021 sono stati denunciati all’Inail 23.900 infortuni sul lavoro e 687 malattie professionali”.

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