Mattarella: “È tempo di guardare al futuro e a una nuova normalità”

Il presidente della Repubblica interviene alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico all'Università di Brescia
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ROMA – “Sono molto lieto di essere qui”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo la parola al termine della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Brescia. Il capo dello Stato esprime “vicinanza alla città e alla provincia di Brescia così pesantemente colpite dalla pandemia“. Mattarella aggiunge: “Questo è il tempo del rilancio, la vicinanza di tutto il Paese alla città di Brescia e alla provincia è stata grande, questo è il tempo del rilancio comune. Ed è una una condizione che sottolinea quanto grande sia stata la capacità di resistenza che la città ha manifestato”.

“SERVE UNA NUOVA NORMALITÀ PER UNA CRESCITA VERA E VELOCE DEL PAESE”

Mattarella ha anche parlato della nuova fase che attende l’Italia dopo la pandemia: “Voglio affiancare all’augurio per l’anno accademico l’apprezzamento per questa proiezione verso il futuro. Questo è il carattere di questo momento storico: l’attenzione al futuro, alla ripresa, quella che viene chiamata con un termine approssimativo la ‘ripartenza’, nella ricerca – che è stata evocata qui questa mattina – di nuovi equilibri di normalità nuova, una normalità più consapevole che renda così possibile una vera crescita veloce nuova del nostro Paese”.

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“PANDEMIA SERVA DA INSEGNAMENTO PER COLLABORARE SENZA CONTRASTI”

Nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Brescia, Mattarella è tornato a chiedere cooperazione per uscire dalla difficile fase economica provocata dallo scoppio del Covid: “Il momento pandemico ha sottolineato al nostro Paese, alla nostra comunità nazionale, in realtà a tutto il mondo, quanto dipendiamo gli uni dagli altri, quanto abbiamo bisogno degli altri, quanto sia necessario che ciascuno faccia la sua parte. Mentre nella dimensione internazionale ci auguriamo che questo serva come insegnamento per accantonare o rimuovere i motivi di contrasto e contrapposizione di fronte all’evidenza di pericoli di fronte ai quali abbiamo tutti le stesse fragilità e le stesse esigenze, nella dimensione nazionale – aggiunge Mattarella – nella nostra comunità, questo ci richiama al senso della solidarietà, a fare ognuno la parte propria”.

IL NO IMPLICITO A UN NUOVO MANDATO AL QUIRINALE

“In questi ormai oltre sei anni di questo ruolo dalla mia elezione, ho svolto come un ‘tour’ tra le nostre Università. Continuerà negli ultimi mesi della mia presidenza e non perché la mia vita da poco più da adolescente fino al mio ingresso nella vita pubblica e nelle istituzioni è stata dentro l’Università, ma per la consapevolezza dell’importanza del ruolo che gli Atenei rivestono nel nostro Paese, dell’esigenza di rafforzarli, incoraggiarli, consolidarli, sorreggerli anche nell’obiettivo indispensabile di aumentare il livello di istruzione universitaria nel nostro Paese e di aumentare la percentuale di laureati”. Con un implicito riferimento alla fine del suo settennato al Quirinale, Mattarella allontana così le voci di un nuovo mandato al Quirinale al termine dell’attuale che scadrà a inizio 2022. “C’è una ragione per cui sono lieto di compiere questa visita – aggiunge il capo dello Stato – tra i compiti e le attività del presidente della Repubblica vi è quella di essere presente nei territori del nostro Paese, di rappresentare la vicinanza delle Istituzioni nazionali alle sue varie zone e aree. La pandemia ha rallentato, e per qualche tempo anche frenato, questa attività e questo impegno. L’ultima mia ‘uscita-visita’ lontano da Roma è stata il primo Novembre qui vicino al cimitero di Castegnato. Ma a parte quella visita particolare in ricordo dei defunti, sottolineando il ricordo di coloro morti in solitudine durante la pandemia, l’ultima visita in condizioni di ritmo normale era stata a metà ottobre in un altro Ateneo a Macerata. Sono lieto di riannodare così con l’ultima visita prima della sospensione la prima dopo questo intervallo tra due Atenei per sottolineare quanto sia importate il ruolo della nostra Università”.

“RICERCA SCIENTIFICA SIA ORIENTATA DA ETICA E RESPONSABILITÀ”

E il capo dello Stato ha anche elogiato il mondo dell’insegnamento per essere andato avanti nonostante le difficoltà causate dalla pandemia: “Questo Ateneo ha fatto la sua parte nel continuare con docenti e studenti il suo impegno, lo ha svolto nell’aiuto agli ospedali civici, lo ha svolto riuscendo a garantire la continuità dell’insegnamento nelle forme consentite e possibili che hanno attenuato, e non eliminato, le privazioni che docenti e studenti soprattutto hanno avvertito nelle università, così come in tutti gli ordini di studio nel nostro Paese. Ma garantire l’insegnamento è stato un’opera di grande impegno e di grande merito perché ha dato la dimostrazione che non si interrompeva la vita del nostro Paese. E quindi grazie a tutti gli Atenei del nostro Paese che hanno garantito questo compito con uno sforzo impegnativo”. A proposito di ricerca, Mattarella ha sottolineato che è fondamentale “la dimensione etica” che orienti non soltanto i filoni di ricerca, ma soprattutto l’utilizzo delle opportunità che la ricerca offre al genere umano. La ricerca scientifica – ha detto il capo dello Stato – offre delle opportunità, l’uso che se ne fa è positivo o negativo a seconda delle scelte che si compiono. È questo il senso della responsabilità“. Infine, il presidente della Repubblica ha ricordato “l’impegno dell’Unione Europea per le nuove generazioni con il programma Next Generation” che prevede attenzione al futuro anche grazie a fondi per la ricerca.

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