‘L’eleganza in medicina estetica’, al via il 39esimo congresso Sime

Dalle ultime novità nella medicina estetica ai progressi della disciplina, dall'abuso di filler all'analisi degli errori, fino alla gestione delle complicanze
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ROMA – ‘L’eleganza in medicina estetica – Il nuovo look della moderna tecnologia‘. È il titolo del 39esimo Congresso nazionale della Società italiana di Medicina Estetica che si apre oggi nella Capitale, con la partecipazione di 2.500 medici provenienti da tutto il mondo.

Dalle ultime novità nella medicina estetica ai progressi della disciplina, dall’abuso di filler all’analisi degli errori, fino alla gestione delle complicanze: saranno tanti gli argomenti affrontati nel corso dell’evento, in programma al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotels & Resorts fino a domenica prossima.

Ma cosa si deve intendere per ‘eleganza in medicina estetica’?

A spiegarlo, nel corso della conferenza stampa, il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Sime. “Quest’anno il tema centrale del Congresso è l’eleganza in medicina estetica- ha detto- Attenzione, però, non stiamo parlando esclusivamente di ‘eleganza del risultato’. Abbiamo infatti declinato questo concetto attraverso ottiche diverse: eleganza nella selezione del paziente, ad esempio, che si basa sulla sensibilità del medico nell’individuare le esigenze di un particolare individuo e che ha come conseguenza quella di ottenere il massimo risultato con il minimo intervento. C’è poi una eleganza dei movimenti medici: anche una semplice iniezione deve essere fatta bene, deve essere fatta in maniera cosciente. E poi, soprattutto, l’eleganza nella preparazione”.

Essere un medico estetico, dunque, non significa “buttarsi in un campo con lo scopo di ottenere ‘soldi facili’- sottolinea Bartoletti- ma bisogna invece affrontare un percorso formativo solido, perché si tratta di una disciplina medica molto delicata, importante e insolita, in cui i pazienti sono sani e devono rimanere sani. Ma l’obiettivo deve comunque rimanere quello di farli stare meglio di quando sono arrivati. Solamente gestendo ogni aspetto della medicina estetica in modo elegante, infatti, si arriva a quelle che viene considerata l’eleganza per antonomasia nel nostro ambito: quella del risultato”.

La medicina estetica, però, viene di frequente accusata di creare volti innaturali e non armoniosi. L’esatto contrario dell’eleganza, insomma

“Purtroppo spesso è la verità- ha commentato il presidente della Sime- Molti nostri pazienti finiscono per sembrare uguali tra loro e se questo avviene è perché non hanno trovato un medico che sapesse dire loro di no. Prendiamo ad esempio i filler: l’Italia è il Paese in cui si fanno più filler in assoluto, questo vuol dire che probabilmente ne facciamo più del necessario, indipendentemente dal bisogno di ‘riempire’ il volto dei pazienti. Con questo non intendo dire ‘basta filler’, perché i filler sono utili ma vanno dosati e finalizzati alla correzione dell’effettivo difetto del paziente nel rispetto della sua individualità”.

Tra le diverse sessioni del Congresso Sime, intanto, una sarà dedicata all’analisi degli insuccessi, con cinque opinion leader che metteranno in piazza i propri, cercando di analizzarli

“Per insuccessi non intendiamo le complicanze, che possono capitare a chiunque ed essere frutto della sfortuna- ha commentato Bartoletti- ma proprio gli insuccessi, cioè quelli medici, di valutazione, di scelta del prodotto e di comprensione psicologica del paziente. Ci metteremo un po’ a nudo, quindi, cercando di capire quali errori abbiamo fatto, perché abbiamo lasciato un paziente insoddisfatto oppure, perché no, cosa ha reso insoddisfatti noi medici. Si ricordi che gli errori un po’ grossolani dei novizi possono capitare e hanno un peso relativo, ben altro conto è quel che capita ai medici con qualche esperienza in più- ha infine concluso- qui abbiamo qualcosa che va probabilmente studiato con più attenzione”.

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