Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Nuovo sbarco a Cagliari, attesi 800 migranti

Divampa subito la polemica politica. Cappellacci: "La Siem Pilot è ormai un taxi Libia-Sardegna, è ora di dire basta"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
Migranti
Foto d’archivio

CAGLIARI – Nuovo sbarco di migranti in Sardegna, a neanche un mese dall’ultimo arrivo a Cagliari. È atteso per questo pomeriggio verso le 17, sempre nel capoluogo sardo, l’approdo del mercantile norvegese Siem Pilot, con a bordo 816 persone soccorse al largo delle coste libiche, tra cui anche minori e donne.

Con lo sbarco nel porto cagliaritano della nave norvegese, arriva immediata la polemica politica, a cui si aggiunge questa volta la netta presa di posizione dei sindacati di polizia.

“CARICO DI LAVORO ENORME”

“L’ennesimo evento che catalizzerà l’attenzione degli operatori già impegnati dagli sbarchi degli algerini degli ultimi giorni, l’ennesimo schiaffo a un apparato già fortemente debilitato- sottolinea Luca Agati, segretario provinciale del sindacato di Polizia Sap-. Siamo pronti a scommettere che il prefetto non è a conoscenza del fatto che ai poliziotti non viene liquidato il compenso straordinario eccedente da febbraio dell’anno scorso. È ora che le istituzioni inizino seriamente a pensare prima ai propri uomini, poi a tutto il resto”.

Spiega invece Mauro Aresu, segretario provinciale del sindacato Siap: “Ci siamo stufati di denunciare le solite cose, lo sforamento delle quote, l’enorme e insopportabile carico di lavoro per i poliziotti di questa provincia, gli organici all’osso e da ultimo gli spaventosi tagli di straordinario con esuberi che vengono pagati, forse, a distanza di un anno. A nostro giudizio la prefetta dovrebbe rassegnare il suo mandato nelle mani del governo perché oramai la sua politica, rispetto a suoi omologhi della penisola e soprattutto del Nord, fa acqua da tutte le parti”.

“STOP AL BUSINESS DEI MIGRANTI”

All’attacco anche il centrodestra, che si scaglia contro Giunta regionale ed Esecutivo nazionale. “Pigliaru aveva detto che avrebbe alzato la voce con il Governo, si è visto come l’hanno ascoltato…- il commento del coordinatore di Forza Italia Ugo Cappellacci-. Il mese scorso hanno mandato qui mille migranti, ora altri 800. La Siem Pilot è ormai un taxi Libia-Sardegna, è ora di dire basta. Questa è falsa accoglienza- continua- il business dei migranti in Sardegna ha ormai raggiunto i 240 milioni di euro l’anno, è la seconda impresa dell’isola”.

Governo e Regione “scaricano il peso dell’immigrazione clandestina sui sardi- sottolinea Marcello Orrù, consigliere regionale del Psd’Az e leader del Movimento cristiano forza popolare-. La Sardegna ha speso 40 milioni di euro in un anno per l’immigrazione: è uno schiaffo enorme in faccia ai sardi che soffrono“.

Per il coordinatore regionale di Fdi, Salvatore Deidda, “non sono nuclei familiari quelli che arrivano. La maggioranza sono maschi, non sono siriani, ma provengono da territori difficilmente identificabili con zone di guerra. A Cagliari, ma non solo, niente è stato fatto per contrastare parcheggiatori abusivi e venditori, per non parlare della situazione precaria nel quartiere Marina di Cagliari o del centro storico di Sassari. La pazienza è finita da tempo. Nessuno mette sotto accusa i disperati, ma va detto che questi stanno innanzitutto danneggiando i tanti immigrati onesti che hanno seguito la via legislativa giusta e oggi sono parte integrante della nostra comunità”.

di Andrea Piana, giornalista professionista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»