L’Agenzia italiana per la cooperazione da oggi è più smart

L'Italia è anche in prima linea nelle grandi crisi umanitarie internazionale, tra cui quella siriana
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Farnesina

WASHINGTON – Da oggi l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo sarà senz’altro più ‘smart’. Infatti, nella gestione delle risorse l’Italia sta lavorando per raggiungere lo 0.24% del Reddito nazionale lordo da allocare agli aiuti allo sviluppo. Come? “Ci stiamo muovendo attivando tutto il discorso sulle procedure per rendere l’aiuto più snello, più agile e i processi più corti”, afferma alla DIRE il direttore Laura Frigenti.

L’Italia è anche in prima linea nelle grandi crisi umanitarie internazionale, tra cui quella siriana. “Alla conferenza di Londra, (il nostro paese) ha fatto un pledge molto significativo che prevede 400 milioni di euro. E’ un programma integrato che contiene azioni di emergenza, resilienza, sviluppo e la creazione di opportunità economiche sia per le popolazioni dei due paesi che stanno ricevendo i flussi migratori, Giordania e Libano- conclude- che per le popolazioni di rifugiati”.

L’Agenzia italiana si sta “impegnando nei limiti del possibile, siamo ancora una struttura giovane e a corto di personale”, ammette Frigenti. Il neo-nato ente conta oggi uno staff totale di 350 persone.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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