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Dopo il blitz di Ultima generazione Nardella spiega: “Ho agito d’istinto, ha prevalso il cuore”

Il sindaco di Firenze commenta sui social la vicenda che ieri lo ha visto coinvolto: "È prevalsa la reazione d'impulso"

Pubblicato:18-03-2023 15:45
Ultimo aggiornamento:18-03-2023 15:45
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FIRENZE – Ieri, dopo il blitz degli attivisti di Ultima generazione e la vernice spruzzata su Palazzo Vecchio “ho usato espressioni forti perché ieri, come molti in Piazza della Signoria, ero allibito e arrabbiato. Da uomo delle istituzioni non avrei dovuto rivolgermi in quel modo nei confronti del ragazzo”. Lo scrive sui propri canali social il sindaco di Firenze, Dario Nardella, dove aggiunge: “Ho agito d’istinto. Come sindaco amo non solo con la testa, ma con il cuore Firenze e questa volta è prevalso il cuore, è prevalsa la reazione d’impulso. L’istinto di un padre o madre di famiglia che ha pensato solo a difendere la casa di tutti, Palazzo Vecchio, simbolo della storia e della civiltà di Firenze”.

Quello di ieri, continua, “è stato un gesto d’interdizione per bloccare l’azione vandalica e limitare al massimo il danno. Ho vissuto quella violenza come uno sfregio alla nostra storia, alle nostre radici. La bellezza, la cultura, l’arte sono, come del resto la natura, indifese di fronte alla violenza e all’ignoranza. Sono il cuore della nostra esistenza umana, sono ciò che ci rende consapevoli e liberi. Per questo anche la più condivisibile battaglia, come quella sull’emergenza climatica, non può essere condotta attaccando il patrimonio di tutti”.

NARDELLA A ULTIMA GENERAZIONE: VOSTRA FRUSTRAZIONE LEGITTIMA

“Cura del pianeta e cura dell’arte sono due capisaldi della nostra esistenza. Agli attivisti di Ultima generazione vorrei dire che la loro frustrazione è più che legittima. Sono padre di tre figli e come tale vorrei lasciare loro un mondo più sostenibile e giusto. Ma i sindaci e gli amministratori locali sono i primi interlocutori e i primi sostenitori di un cambiamento vero, profondo”, ha scritto il sindaco di Firenze.
“Ieri abbiamo bloccato la protesta, ma non abbiamo bloccato il desiderio di proteggere il pianeta che ci ospita. Sono convinto che non servano azioni eclatanti, individuali, divisive, ma battaglie largamente condivise e politiche drastiche dei governi che si possano riflettere nelle città che amiamo e viviamo ogni giorno. È ora di dare concretezza alla difesa dell’ambiente. Noi ci proviamo tutti giorni ma sappiamo che senza l’aiuto di tutti sarà impossibile. Diamoci una mano. Io ci sono, Firenze c’è”.

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