Recovery fund, a Roma bluff sulle metro: soldi su funivia e tram

Un accanimento contro la Capitale italiana? Niente affatto: le opere finanziate dovranno essere concluse entro il 31 agosto 2026 e devono essere in stato avanzato di progettazione
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ROMA – Inutile farsi troppe illusioni. Il Recovery fund non finanzierà nemmeno un chilometro in più di nuove metropolitane a Roma. Non certamente la linea C, che dovrà trovare altre forme di finanziamento. Tanto meno la metro D, che al momento resta un’utopia. Dei 12 miliardi per le infrastrutture su ferro tramite Recovery, sbandierati spesso e con enfasi dalla sindaca Virginia Raggi, Roma potrebbe incassare circa 500 milioni. Risorse sufficienti per la contestatissima funivia Casalotti-Boccea, per la tranvia sulla Togliatti, tra l’altro già oggetto di un altro finanziamento, e forse per il tram su via dei Fori imperiali.

I soldi in arrivo dall’Europa a Roma faranno un gran bene soprattutto al comparto della cultura, ma per i trasporti bisognerà pensare, e per la verità già lo si sta facendo, ad altre forme di finanziamento. Raggi lo sa, eppure continua a ripetere spesso la richiesta dei 12 miliardi all’Europa per rilanciare la città. Ieri, nel corso di un webinar, ha però dovuto ammettere che “i soldi che arriveranno saranno di meno”. Ma perché così poche risorse? Si tratta forse di un accanimento contro la Capitale italiana? Niente affatto: il motivo per cui nel recovery ci saranno solo “pochi spicci”, come si dice a Roma, si spiega nelle pieghe di alcune clausole dello stesso documento, ed in particolare in quella secondo cui “le opere finanziate dovranno essere concluse entro il 31 agosto 2026“. Una data che praticamente esclude le due linee metropolitane che i romani sognano da tempo: la tratta centrale della linea C e la linea D, i cui cantieri non potranno durare meno di 7 anni da oggi. Se non cambiano le norme ad oggi il Recovery nulla potrà per le due opere trasportistiche più importanti per la Capitale del futuro.

Ma non è tutto: il Recovery, infatti, può finanziare solo le opere in stato avanzato di progettazione. Una clausola che impedisce, quindi, di usare le risorse europee per molte tra le nuove tranvie previste nel prossimo futuro a Roma, ancora in fase di studio. E in questo scenario pesa non poco la lentezza con cui il Comune di Roma sta progettando alcune di queste. Una condizione di perenne inseguimento dei dossier determinato dalla carenza di personale di ‘fascia alta’ negli uffici comunali (dipartimentali ed extradipartimentali) dove si progettano queste opere.
Non resta, dunque, che un pugno di infrastrutture già in stato avanzato di studio: la funivia Casalotti-Boccea, ad esempio, il cui iter è ormai molto avanzato. Ma anche la tranvia Togliatti che collegherà linea B, linea C e linea A lungo lo storico asse di Roma est che taglia in due il quartiere di Centocelle. Un’opera che aveva già ottenuto i finanziamenti del Mit nell’ambito del bando sul trasporto rapido di massa nel 2019 (Dm 607/19) e che ora saranno ‘liberati’ per far finanziare allo Stato altre opere. Poi potrà entrare un’altra nuova tranvia: o quella sui Fori imperiali o la Tva (Termini-Vaticano-Aurelio).

Tutto questo non vuol dire che certe opere non si faranno. Ecco, dunque, lo scenario che l’agenzia Dire ha ricostruito in merito alle possibili forme di finanziamento delle varie infrastrutture su ferro che saranno realizzate a Roma nei prossimi anni.
Il bando TRM (Trasporto rapido di massa) 2019, ovvero il già citato Dm 607/19, finanzia con fondi già assegnati la funivia Magliana, il tranvia sulla Tiburtina (da via Regina Margherita alla stazione) e 50 nuovi tram: escono da questa lista la tranvia Togliatti e la funivia Casalotti-Boccea.
Il Dm 235/20 finanza il rifacimento completo della linea Roma-Giardinetti, con il prolugamento a Tor Vergata.
Il Dm 86/18 finanzia l’acquisto di 4 treni per la metro C, il Dm 360/18 altri due treni, oltre alla ristrutturazione di varie componenti delle metro A e B con gli ormai famosi 425 milioni ancora da utilizzare, mentre il Dm 175/19 la progettazione di tutte le nuove tranvie.
Il bando TRM 2021, infine, potrebbe finanziare verso settembre, ma il condizionale è d’obbligo visto che si parla di fondi ancora non assegnati, la stazione Venezia della linea C e uno o due tram: la Tva o la linea sui Fori, in base alla decisione del Governo di scegliere ed inserire una tra queste due opere nel Recovery.
Infine la tratta T2 della linea C, ovvero la parte centrale della terza metropolitana capitolina che parte da dopo piazza Venzia e arriva fino a Prati, dovrebbe essere finanziata con i fondi dello Stato, con un’assegnazione tradizionale. A quanto si apprende il Mit avrebbe dato un parere informale positivo ad assegnare le risorse ponendo come condizione il salvataggio di Roma Metropolitane. E la recente nomina del commissario straordinario nella persona di Maurizio Gentile è un chiaro indizio delle intenzioni del ministero. La progettazione definitiva dell’opera, inoltre, è finalmente pronta. In totale questa lista di opere dovrebbe “cubare” circa 3 miliardi di euro.

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