Coronavirus, supermercati aperti…ma non vendono tutti i prodotti

In molti punti vendita negato l'acquisto di prodotti giudicati non di prima necessità. Federconsumatori: "Caos"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Non è possibile acquistare i prodotti presenti in questa area”. È il cartello che la catena di supermercati Esselunga ha affisso in alcuni scaffali all’interno dei propri punti vendita, a seguito del decreto con cui il governo ha stabilito la chiusura di tutti gli esercizi commerciali in Italia, ad eccezione di quelli che vendono beni di prima necessità come alimentari e farmacie. Tra i prodotti banditi dalla vendita da Esselunga ci sono quelli casalinghi (tra cui oggetti per la cucina ed elettrodomestici), quelli tessili (come per esempio tovaglie), quelli intimi (calze e ciabatte), ma anche giocattoli. Ma perché se il supermercato è aperto i cittadini non possono acquistarli? “L’azienda ad oggi ha scelto di interpretare in questo modo i dettami dell’ultimo decreto del governo- rispondono alla Dire da Esselunga- quindi il nostro discorso è stato: se sono chiusi tutti gli esercizi commerciali che non vendono beni di prima necessità, anche noi togliamo dalla vendita tutta una serie di articoli, tra virgolette, non necessari“.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, nuovi orari nei negozi del Lazio: stop alle 19, domenica alle 15

Alcuni cittadini si sono sentiti “spaesati” dalla misura presa da Esselunga, non capendo perché “potevano comprare 1 kg di pasta e non per esempio uno scolapasta– raccontano- ma noi ci adattiamo a quello che la legge ci indica con una nostra interpretazione. Per questo abbiamo affisso dei cartelli su alcuni scaffali dei supermercati”. 

Inizialmente la misura era stata allargata anche al reparto cartoleria e cancelleria, ma “molte persone si sono lamentate, anche perché con i bambini chiusi in casa avere un quaderno può essere prezioso– proseguono da Esselunga- In generale abbiamo ricevuto molte lamentele sul fatto che non si potessero vendere determinate categorie di prodotti, quindi alcuni, come appunto cartoleria e cancelleria, ora li abbiamo rimessi in vendita”.

Dall’inizio dell’epidemia, intanto, il servizio e-commerce di Esselunga è stato “letteralmente preso d’assalto– aggiungono- le domande si sono moltiplicate e abbiamo avuto problemi a gestire questa mole di clienti che si sono rivolti a noi e al nostro servizio, che è consolidato e funziona bene da diversi anni, ma che da fine febbraio ha ricevuto un’andata incredibile di richieste, soprattutto in alcune zone del milanese”.

Esselunga tiene quindi a precisare che gli operatori quando consegnano la spesa nelle case “rispettano tutte le misure di sicurezza, ovviamente indossano guanti, non entrano nelle abitazioni, lasciano le buste davanti alla porta e non si avvicinano alle persone. Cerchiamo di rispettare tutto il rispettabile“. C’è stato un incremento delle vendite anche nei vostri punti commerciali? “Ci sono state giornate molto particolari, come si è visto anche nei telegiornali, con persone in fila per accaparrarsi beni alimentari- rispondono ancora alla Dire da Esselunga- ma la situazione ora si è assestata, perché il messaggio che la merce c’è e che gli scaffali sono riforniti è arrivato alle persone. Non c’è più la corsa all’acquisto, c’è stata in un paio di circostanze di ‘panico‘ ma adesso la situazione è tornata alla normalità”, concludono. Esselunga è presente in Italia con 159 supermercati, distribuiti in sette regioni.

FEDERCONSUMATORI: “CAOS SULL’ACQUISTO DI ALCUNI PRODOTTI”

Il governo, spiega Federconsumatori, “nelle Faq relative al Decreto #IoRestoaCasa, risponde: ‘Sì. Le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e i mercati sono chiusi nelle giornate festive e prefestive, ad esclusione delle farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività. Pertanto, i supermercati presenti nei centri commerciali possono aprire nelle giornate festive e prefestive limitatamente alle aree di vendita di prodotti farmaceutici, parafarmaceutici e di generi alimentari. Mentre, per quanto riguarda i mercati, sia all’aperto sia coperti, in essi può essere svolta soltanto l’attività di vendita di generi alimentari. Deve essere in ogni caso garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche attraverso la modulazione dell’orario di apertura. Resta vietata ogni forma di assembramento'”.

“Quindi, facendo chiarezza- dice Federconsumatori- tali prodotti possono essere acquistati all’interno delle grandi catene, ma non nel weekend e salvo diverse disposizioni a livello regionale. Molti esercizi rendono noto che lo sbarramento di alcune corsie è stato adottato per limitare le code e le attese, evitando che la gente stazioni troppo a lungo all’interno nei supermercati. Una esigenza legittima, che si scontra però con le necessità delle famiglie che devono poter acquistare il materiale per supportare la didattica a distanza che molte scuole hanno messo in atto in queste settimane. Lo stesso dubbio vale non solo per le catene di supermercati, ma anche per i negozi di informatica che vendono anche materiale di cartoleria”. Per questo, conclude Federconsumatori, “chiediamo un chiarimento in materia, disponendo sì il divieto ad acquisti non necessari, ma consentendo agli studenti di poter proseguire l’attività didattica senza inutili complicazioni in un periodo già così complesso, delicato e fuori dall’ordinario. I bambini ed i ragazzi sono già abbastanza spaventati da tale situazione, per il loro benessere, nonché per soddisfare i loro bisogni educativi, sono necessarie soluzioni di buon senso”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

18 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»