Salvini non dà tregua e riparte all’attacco: Conte subito in Parlamento

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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«Il Parlamento deve essere subito convocato e il presidente Conte deve venire a dire che cosa sta succedendo In Italia, perché la Lega non è disponibile a firmare cambiali in bianco», ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, rivolto ai media in diretta facebook. Al centro, non solo l’emergenza coronavirus ma soprattutto il contraccolpo in atto su tutta la nostra economia a partire dall’aumento dello spread. Salvini ha messo l’accento sui risparmi dei cittadini, sugli impegni che il Governo si appresta a prendere in sede europea. La Lega vuole risposte chiare, e per questo insiste nel chiedere che venga convocato il Parlamento e il Presidente del Consiglio a riferire. «È urgente migliorare e cambiare questo decreto, anche perché – ha sottolineato Salvini- la Borsa ha perso 300 miliardi nell’ultimo mese e sono soldi che stanno uscendo dalle tasche degli italiani. Non vorremmo che qualcuno stesse prendendo accordi a Bruxelles, e parlo del Mes, della Troika e del fondo salva stati, senza che i parlamentari che rappresentano gli italiani siano coinvolti e ascoltati». Da parte sua Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, ha detto: «Tutti i cittadini stanno offrendo il proprio contributo per il superamento dell’emergenza, a fianco delle categorie che sono in prima linea giorno e notte: medici, personale sanitario, forze dell’ordine, lavoratori dei settori produttivi connessi alla filiera alimentare, farmacisti, volontari. Il nostro compito è aiutare queste persone. Il Parlamento dev’essere in prima linea, non può arretrare, come non arretrano i medici e altre categorie. La Camera non ha abdicato al suo ruolo e non intende farlo». Per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, i Governatori leghisti della Lombardia e del Veneto si sono detti preoccupati perché le misure di contrasto vengono ancora disattese da molti cittadini. Soprattutto il presidente Attilio Fontana è tornato a chiedere ai lombardi «con le buone» di rimanere a casa. Altrimenti «chiederemo misure più dure». Qualcuno ha fatto riferimento al tracciamento dei cellulari e sanzioni per i tanti che ancora si spostano. Dal Veneto Luca Zaia insiste nel voler fare tamponi a tutti i suoi cittadini. Sul fronte della crisi economica, con lo spread che schizza in su, tutti sono d’accordo nel dire che il decreto ‘Cura Italia’ da 25 miliardi non basterà, che bisogna già cominciare a pensare a dove reperire le altre ingenti risorse.

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18 Marzo 2020
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