Cos’è la sensibilità dentale? Cause, sintomi e rimedi per diminuire il dolore

La sensibilità dentale colpisce quasi una persona su due
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ROMA – Tra i disturbi più diffusi che interessano il cavo orale, assieme alle carie, c’è sicuramente la sensibilità ai denti, che colpisce quasi una persona ogni due. Per sensibilità, o ipersensibilità dentale, si intende una sensazione di fastidio e spesso un vero e proprio dolore ai denti che si prova nel momento in cui cibi troppo freddi, troppo caldi, acidi e a volte anche molto dolci, entrano a contatto con la superficie esposta della radice dei nostri denti. La sensibilità si manifesta nel caso in cui la dentina è esposta agli elementi esterni. I denti sono formati da più strati sovrapposti, quello più esterno è lo smalto, il più resistente e che ha lo scopo di proteggere la dentina sottostante che a sua volta ha il compito di protegge la polpa del dente, ricca di terminazioni nervose e vasi sanguigni e pertanto molto sensibili alle variazioni di temperatura. Se per diversi motivi, lo smalto si rovina e la dentina si assottiglia, gli elementi caldi, freddi, acidi ecc, arrivano in maniera più diretta alla polpa del dente ed è questo a provocare il dolore.

SENSIBILITA’ DENTALE, LE CAUSE

Sono diversi i fattori che possono portare all’erosione dello smalto e della dentina, portando di conseguenza a soffrire di ipersensibilità dentale, tra questi i più comuni sono:

– Il consumo eccessivo e abituale di cibi molto acidi, come i pomodori, gli agrumi, l’aceto, il tè, magari accompagnato da una non adeguata igiene orale;

– Il bruxismo, ovvero il digrignare o sfregare i denti con forza, specie quando si dorme e non si è coscienti, un disturbo di cui soffrono le persone molto ansiose e nervose; 

– L’abitudine di spazzolarsi i denti troppo energicamente o magari l’uso di dentifrici troppo aggressivi, come quelli per lo sbiancamento dentale, o dentifrici di scarsa qualità; 

– Lo stesso vale per il collutorio, collutori troppo forti possono portare ad avere denti più sensibili. Questi sono i fattori legati ad abitudini sbagliate che possono essere facilmente corrette facendo più attenzione a quello che si mangia e alla qualità dei prodotti che si compra.

Ci sono poi anche cause più serie legate alla sensibilità dentale, tra queste: – Le carie, specie se non curate in tempi brevi; 

– La recessione gengivale, che avviene quando le gengive si ritraggono, ad esempio a causa della piorrea, lasciando scoperto il colletto del dente, quella parte che si trova tra il colletto e la radice. La dentina dei colletti dentali è molto porosa e delicata, e con la recessione gengivale viene esposta ad agenti esterni e ciò provoca la sensazione di dolore; 

– Anche le gengiviti, ovvero le infiammazioni che interessano le gengive, sono uno dei fattori che portano all’ipersensibilità dentale, perché espongono agli agenti esterni la superficie della radice collegata al nervo del dente; 

– La sensibilità dentale può essere legata alla parodontite o piorrea, può essere una conseguenza della malattia ma più spesso ne è un sintomo, un campanello di allarme che può aiutarci a capire se ne soffriamo. I denti sensibili non sono sempre un sintomo della piorrea, ma quando persiste è opportuno recarsi dal dentista per verificare se l’ipersensibilità dentale non sia collegata a problemi più complessi;

– Infine, anche l’accumulo di placca tra i denti, dovuta ad una scarsa o inadeguata igiene orale, può causare la sensibilità dentale per via della sua azione demineralizzante che interessa la struttura dei denti.

SENSIBILITA’ DENTALE, I RIMEDI

Fare più attenzione all’igiene quotidiana ed effettuare una pulizia dei denti periodica può decisamente contribuire a diminuire il dolore. A volte però, è il trattamento di sbiancamento dentale dal dentista a provocare l’ipersensibilità dentale, sono gli stessi specialisti a confermarlo. Il trattamento può rivelarsi un po’ aggressivo per lo smalto dentale e provocare dei fastidi nei giorni seguenti al trattamento estetico. Eliminare il dolore provocato dallo sbiancamento dei denti non è complicato, è importante prendersi cura della propria bocca lavando bene i denti con prodotti specifici per i denti sensibili e usando uno spazzolino a setole morbide.

In commercio, inoltre, esiste un gel ideato appositamente per aiutare a ridurre concretamente la sensibilità dentale, crea infatti un effetto analgesico. Si tratta in questo caso non di una soluzione definitiva ma di un rimedio che può essere usato per tamponare, per alleviare la sensibilità dentale temporanea, ovvero quella causata dal trattamento dello sbiancamento.

Se si soffre di ipersensibilità dentale in maniera più costante è importante, un gel ad azione analgesica non può essere la risposta, occorre invece adottare un’altra serie di azioni per liberarsene definitivamente. La corretta e accurata igiene orale è e deve essere sempre la base di partenza per evitare non solo l’ipersensibilità dentale ma tutta la serie di disturbi più o meno gravi che possono interessare il cavo orale; in questo caso però, va eseguita con dei prodotti specifici, che siano delicati per evitare l’erosione dello smalto.

È importante usare esclusivamente spazzolini tradizionali con la setola morbida o spazzolini elettrici, che riescono ad arrivare meglio in ogni angolo della bocca. È consigliabile usare un dentifricio che sia a base di nitrato di potassio, ovvero un agente anti-sensibilità. In commercio esistono anche dei collutori delicati con nitrato di potassio da potervi abbinare per avere una protezione aggiuntiva. Se il dolore è persistente è importante consultare il proprio dentista di fiducia, che potrebbe, nel caso vi siano le giuste condizioni di salute, consigliarvi come rimedio più consistente, la terapia laser, un rimedio innovativo che nella maggior parte dei casi riesce ad eliminare del tutto il problema della sensibilità dentale.

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