Appello di Vendola al Governo per la trans Adriana: “Ascolti il suo dramma”

La transessuale è stata rinchiusa nella sezione maschile del Cie di Brindisi
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N. Vendola

BOLOGNA -“Quali sono i diritti di una persona trans quando si trova rinchiusa in un luogo di reclusione, quanto conta la sua vita, quanto pesa la sua storia, quanto vale la sua dignità? Se ne avessi il potere, vorrei su questo specifico argomento interrogare i ministri competenti, Marco Minniti e Andrea Orlando“. Lo scrive Nichi Vendola sull’Huffington Post, a proposito di Adriana, la trans rinchiusa nel reparto maschile del Cie di Brindisi.

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“Parlo di un caso concreto affinché ci si possa accorgere di una condizione concreta: nel Cie (centro identificazione ed espulsione) di Brindisi una donna trans brasiliana, Adriana, ristretta nella sezione maschile, chiede disperatamente di essere trasferita nella sezione femminile”. Lo “chiede perché la sua è una condizione a rischio, tanto più in un luogo di segregazione tutto al maschile. Lo chiede mettendo in gioco il proprio corpo, la propria salute, cominciando uno sciopero della fame”.

“I pregiudizi e lo stigma sociale nei confronti delle persone trans spesso creano contesti di violenza inaudita, tanto più in quelle scatole opache e blindate in cui la giustizia (o l’ingiustizia) ordina di sospendere la libertà personale”, dice ancora Vendola. “Si dice che i trans siano gli ultimi tra gli ultimi, tanto più quando transitano nei gironi istituzionali della pena sociale: quella che sanziona la loro esuberanza fisica, la loro identità sfuggente, la loro acrobatica competenza nel sopravvivere”. Adriana “aspetta che una commissione valuti la propria richiesta di asilo, visto che nel suo Paese d’origine non sanno della sua trasformazione di uomo in donna e la violenza anti-trans è un fenomeno generalizzato. Adriana aspetta di sapere quale sarà il suo futuro, nel frattempo chiede di stare dove la sua natura le dice di stare. Ci sono orecchie al governo capaci di sentire questa voce così lontana?“.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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