Economia, crescono export (+6,4%) e fatturati imprese (+4%)

PERUGIA - "Sul fronte dell’export l’Umbria consolida il trend di
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economia ripresaPERUGIA – “Sul fronte dell’export l’Umbria consolida il trend di crescita registrato durante tutto l’arco del 2015 e chiudendo l’anno con una crescita del 6,4 per cento ben superiore all’incremento nazionale che registra un incremento del 3,8 per cento. Altro elemento rilevato riguarda la ripresa dell’export con riferimento ad alcuni comparti delle industrie di base e delle prime trasformazioni ad esse connesse che ci rafforzano nella convinzione della necessità di politiche industriali di “infrastruttura” cioè in grado di rafforzare i fattori di radicamento sul territorio”. Lo comunica in una nota il vicepresidente della Regione Umbria con delega allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli, presentando i dati sull’economia regionale.
“Da ultimo- prosegue la nota- la constatazione che il trend positivo si colloca in un contesto in cui la Regione con i propri strumenti sta rafforzando le politiche per l’internazionalizzazione del sistema produttivo sia in termini di risorse sia in termini di strumentazione disponibile.
Bene anche il settore industriale, dove “il miglioramento sta interessando sia la domanda interna, tornata a crescere dopo un triennio di marcata flessione, che quella estera. Secondo i dati del sondaggio svolto tra settembre e ottobre dalla Banca d’Italia, su un campione di 133 imprese industriali umbre, il 49 per cento degli intervistati hanno segnalato un aumento del fatturato nei primi nove mesi del 2015 a dispetto del 20% che ha indicato una riduzione con un terzo che ha fatto registrare aumenti superiori al 4%. Imprese- aggiunge la nota-, però, ancora poco propense a investimenti, data ancora la grande percentuale di inutilizzo degli impianti”.
   “Il migliorato clima di fiducia e il basso costo dell’indebitamento- conclude- aumenterebbero la propensione delle imprese regionali a investire; infatti circa il 25% di un campione intervistato da Banca Italia di composto da 133 aziende, pianifica un incremento della spesa per il 2016 a fronte del 16% che prevede una diminuzione. La crescita delle vendite, in un contesto di favorevole dinamica dei costi delle materie prime, si è riflessa positivamente sulla redditività: il 55% delle imprese prevede di chiudere il bilancio corrente in utile mentre il 18% si attende una perdita”.
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