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‘Blockupy Frankfurt’, giovani in piazza contro la nuova sede della Bce

Dall'Italia partecipa alla giornata anche una delegazione di studentesse e studenti della Rete della Conoscenza, il network dei soggetti in formazione che riunisce l'Unione degli Studenti e Link - Coordinamento Universitario
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ROMA – “La giornata di oggi risulta particolarmente importante alla luce delle recenti evoluzioni del quadro europeo”. Così Riccardo Laterza, Portavoce Nazionale della Rete della Conoscenza in occasione della mobilitazione di oggi a Francoforte sul Meno dove migliaia di persone aderenti alla coalizione Blockupy Frankfurt stanno manifestando in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della BCE. Simbolo della protesta è un grattacielo da 1,1 mld di €, “l’ennesimo simbolo delle politiche di austerità che, in forme diverse, stanno colpendo tutta l’Unione Europea determinando un drastico restringimento dei diritti, incluso quello allo studio”.

blockupy_frankfurt_manifestazione
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Dall’Italia partecipa alla giornata anche una delegazione di studentesse e studenti della Rete della Conoscenza, il network dei soggetti in formazione che riunisce l’Unione degli Studenti e Link – Coordinamento Universitario. “Non è con il Quantitative Easing messo in campo da Draghi – continua Laterza – o con altre manovre di stampo monetarista che si esce dal ciclo di politiche di austerità che l’Europa e l’Italia subiscono ormai da anni. La strada da seguire è piuttosto quella tracciata dal popolo greco con le mobilitazioni degli ultimi anni, strada perseguita dal Governo Tsipras. Quello che serve è infatti tornare ad investire nel welfare, nella formazione, nella cultura e nella ricerca scientifica e tecnologica, per uscire dalla crisi con un altro modello di sviluppo e ampliando i diritti sociali”. La giornata di mobilitazione di Blockupy Frankfurt proseguirà anche questo pomeriggio con un corteo che si snoderà per le vie della città tedesca.

“L’ondata repressiva alla quale abbiamo assistito stamattina – afferma Guido Cioni, membro dell’Esecutivo Nazionale della Rete della Conoscenza e componente della delegazione partita in Germania – è stata impressionante: centinaia di arresti preventivi hanno sostanzialmente negato il diritto di manifestazione di molti cittadini europei. Questa condotta è particolarmente odiosa soprattutto se consideriamo l’ipocrisia di Mario Draghi, che proprio stamattina ha dichiarato che l’istituzione della quale è a capo ‘ascolterà i cittadini’. Non è certo avvallando la repressione che si colma il gap di democrazia a livello europeo, gap del quale la BCE è una delle massime espressioni”. “Bloccando l’inaugurazione della nuova sede della BCE – conclude Carmen Guarino dell’Esecutivo Nazionale della Rete della Conoscenza e presente oggi a Francoforte – stiamo facendo quello che il Governo Renzi ha scelto di non fare nel corso del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea conclusosi a dicembre: reclamare la fine dell’austerità e una nuova stagione di investimenti pubblici per lo sviluppo economico e la redistribuzione delle ricchezze. Per questo consideriamo prioritario anche in Italia porre fine alle politiche di precarizzazione del lavoro come il Jobs Act e istituire una misura di welfare universale come il reddito di base, misura già prevista larghissima parte dei Paesi europei”.

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