ROMA – Ha parlato di “positivi progressi” il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in merito ai colloqui con gli Stati Uniti che si sono svolti ieri a Ginevra, che puntano a raggiungere un accordo sul nucleare. Rispetto al primo incontro dello scorso 6 febbraio, mediato sempre dall’Oman, “adesso abbiamo una strada chiara davanti che credo sia positiva”, ha aggiunto il ministro intervenendo nella serata di ieri su Irib Tv, l’emittente di stato persiana. Il secondo round di negoziati ha prodotto “un accordo ampio su una serie di principi guida, sulla base dei quali procederemo e inizieremo a lavorare sul testo di un potenziale accordo”. Araghchi ha poi illustrato i successivi passi da compiere: entrambe le parti “metteranno a punto una bozza di accordo che poi si scambieranno”. Solo allora “verrà fissata la data per il terzo round di colloqui”.
LA POSIZIONE DEGLI GLI STATI UNITI
La posizione degli Stati Uniti sarebbe invece più cauta, come riporta l’emittente Cnn citando una fonte interna al governo: “Ci sono ancora molti dettagli di cui discutere”. La Casa Bianca vuole che Teheran smantelli i propri impianti e armamenti nucleari; la Repubblica islamica ha annunciato di essere pronta a diverse concessioni, ma in cambio chiede la fine delle sanzioni che gravano sulla propria economia, aggiungendo di essere pronto a discutere di “interessi comuni” in tema di idrocarburi e giacimenti di gas e minerali. L’Iran è infatti tra i principali Paesi al mondo per riserve di greggio, di cui l’economia statunitense ha largamente bisogno. Ma c’è anche il tema di una possibile nuova guerra regionale, sulla scia del conflitto di dodici giorni tra Israele e Iran di giugno scorso, e a cui il governo di Tel Aviv si dice pronto. Ieri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha salutato l’avvio dei lavori di Ginevra facendo ricorso alla retorica dell’intervento armato per spingere Teheran ad accettare la via negoziale: “Non credo- ha detto- che vogliano assistere alle conseguenze di un mancato accordo”. Al termine dei colloqui, il suo vice J.D. Vance a Fox News ha plaudito “alla volontà” della delegazione iraniana di “andare avanti”, chiarendo che “tuttavia è molto chiaro che il presidente Trump ha messo alcune linee rosse” e che “si riserva la capacità di dire quando la strada della diplomazia si sarà naturalmente esaurita”.







