Alex Schwazer assolto dall’accusa per doping. Sandro Donati: “Agguato contro di lui”

Il Tribunale di Bolzano ha archiviato l'indagine del 2016 per doping contro Alex Schwazer per "non aver commesso il fatto"
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ROMA – “Sono molto felice che dopo 4 anni e mezzo di attesa finalmente è arrivato il giorno in cui è stata fatta giustizia. Probabilmente non potrò dimenticare tutte le cose, ma la giornata di oggi mi ripaga un po’ di tante battaglie che insieme a chi mi è stato vicino ho dovuto affrontare. Questi anni non sono stati per niente facili”. Queste le parole di Alex Schwazer, contenute in un messaggio audio diffuso dalla sua manager, Giulia Mancini, e in cui il marciatore commenta la decisione del Tribunale di Bolzano di assolverlo e di chiudere il processo di primo grado per doping nei suoi confronti. Il gip Walter Pelino, accogliendo la richiesta che era stata formulata nello scorso dicembre dal pm, ha ritenuto “accertato con alto grado di credibilità” che i campioni di urina del marciatore altoatesino, campione olimpico della 50 km a Pechino nel 2008, siano stati alterati nel 2016 in modo tale da far risultare positivo Schwazer.

CONTRO SCHWAZER UN AGGUATO, ORA SPERIAMO IN RIABILITAZIONE

Abbiamo conquistato la verità, la più importante delle vittorie. Non è stata un’impresa facile, per noi comuni mortali e per il giudice e i suoi periti, di fronte a una potenza di fuoco coesa nel difendersi che ha prodotto, come scrive il giudice, falsità di ogni genere“. Così Sandro Donati, allenatore di Alex Schwazer, commenta con l’agenzia Dire l’assoluzione del marciatore azzurro da parte del Tribunale di Bolzano, che ha archiviato l’indagine del 2016 per doping per “non aver commesso il fatto”.

“Vedremo se ci sono delle possibilità di intervento da parte di istituzioni di massimo livello per ristabilire la verità anche dal punto di vista sportivo. Chi crede nello sport deve sperare nella riabilitazione: tutti devono sentirsi traditi e dovrebbero spingere per questo. Io penso che sarebbe giusto per il ragazzo, che è stato martirizzato”, prosegue Donati.
“In molti hanno pensato con facilità di affibbiargli questa colpa sapendo che, dopo quello che aveva fatto di brutto nel 2012, non gli avrebbero creduto, e – posso aggiungere – anche legittimamente. Hanno dubitato anche di me, considerandomi nella migliore delle ipotesi un ingenuo che si era fatto turlupinare dall’atleta. Ma io avevo preso tutte le precauzioni, sapevo cosa stavo facendo e sapevo fin dal primo momento che si era trattato di un agguato”.

HO SENTITO SCHWAZER, ERA MOLTO EMOZIONATO

“Con Alex ci siamo sentiti brevemente, eravamo tutti e due molto emozionati. E’ stata veramente dura. Ci risentiremo ancora per fare il punto della situazione, magari dopo aver letto qualche pagina in più… Lui non aveva avuto il coraggio neanche di leggere il decreto, per paura di aver riposto delle speranze sbagliate o di trovarsi di fronte a delle sorprese. Io invece ero fiducioso, avendo seguito tutto l’inter processuale”.

SCHWAZER SI ALLENA ANCORA, PRONTO PER TOKYO 2020

“Alex si sta allenando ancora ed è molto forte nonostante l’età che nel frattempo è avanzata. Sarebbe pronto per marciare ai Giochi di Tokyo della prossima estate ed essere molto competitivo- aggiunge l’allenatore di Alex Schwazer- Io ho continuato a tenerlo a un livello moderato, era una marcia nel buio e senza una prospettiva concreta ma abbiamo tenuto viva la fiammella, grazie anche al suo carattere molto forte e resistente e alla serenità con cui ha affrontato questa ingiustizia e il massacro di cui è stato oggetto”.

SU SCHWAZER ASPETTO PRONUNCIA VERTICI SPORT ITALIANO

“Adesso dovremo vedere come questa cosa verrà presa dai vertici dello sport italiani, perché entra in gioco un discorso di tutela di un patrimonio nazionale, di un atleta calpestato e al quale hanno fatto già saltare le Olimpiadi di Rio nel 2016”.
“Adesso spetta ai dirigenti commentare quello che è stato un imbroglio spacciato per verità. Spetta ai massimi dirigenti mondiali valutare. Sarà interessante vedere come reagisce l’ambiente. Noi abbiamo lottato e grazie a un giudice tenace e coraggioso siamo riusciti a riaffermare la verità, più di questo non possiamo fare”. Con quale fiducia sarà possibile tornare nell’ambiente dello sport? “Adesso è prematuro dirlo, vediamo se ci saranno delle reazioni e se si sanerà questo misfatto”, conclude Donati.

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