Condannate a due anni le giornaliste bielorusse che filmarono cortei per Bondarenko

corteo bielorussia
Katsiaryna Andreyeva e Darya Chultsova, reporter della testata Belsat sono state arrestate il 15 novembre scorso a Minsk per aver trasmesso in streaming quanto avveniva nella piazza dove pochi giorni prima era stato picchiato e ucciso un attivista 31enne
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Organizzazione e partecipazione ad attività che destabilizzano gravemente la pubblica sicurezza”: questo il crimine contenuto nella sentenza con cui la giudice Natalia Buguk ha condannato a due anni di reclusione due giornaliste bielorusse, Katsiaryna Andreyeva e Darya Chultsova. Le due croniste lavorano per la testata Belsat e, come riporta il quotidiano locale ‘Belarus Feed’, sono state arrestate il 15 novembre scorso a Minsk per aver filmato e trasmesso in streaming quanto avveniva nella piazza dove pochi giorni prima era stato picchiato e ucciso il 31enne Roman Bondarenko. Della sua morte i familiari e le associazioni per i diritti umani hanno accusato le forze di sicurezza. In quel luogo, i manifestanti antigovernativi hanno portato per giorni fiori, candele e bandiere bielorusse per commemorare l’attivista e proseguire la protesta pacifica contro il governo del presidente Aleksander Lukashenko, contro cui il movimento popolare protesta da mesi. Le due reporter avevano filmato anche i momenti in cui gli agenti di polizia sgomberavano e arrestavano i dimostranti.

“Questa condanna è assurda e infondata, come lo sono tutte le condanne e le persecuzioni nei confronti dei cittadini che partecipavano alle manifestazioni pacifiche dal 9 agosto scorso” ha dichiarato Sergey Zikratsky, l’avvocato di Andreyeva e Chultsova. “Nel caso specifico- ha continuato l’avvocato- l’assurdità sta nel fatto che le giornaliste stavano semplicemente mostrando quello che stava succedendo. Il giudice ha considerato come un crimine alcuni passaggi della diretta in cui le due croniste raccontavano i fatti in modo neutrale ed obiettivo”. Secondo Zikratsky “il diritto a informare e ad essere informati nonché il diritto dei cittadini a esprimere la propria opinione mediante la protesta pacifica sono gravemente violati. Presenteremo sicuramente ricorso e continueremo a difendere i nostri diritti”.

LEGGI ANCHE: Egitto, Lebrun-Shaath: “Mio marito come Zaki, Ue prema sui diritti”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»