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La figlia vive lontana, ma niente trasferimento perché i pompieri sono pochi

vigili del fuoco
La vigilessa del fuoco in servizio al Comando di Modena ha chiesto di poter lavorare a Napoli per essere vicina alla bambina, me neanche il ricorso al Tar è servito: i suoi colleghi sono sottorganico e lei non può spostarsi
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BOLOGNA – Ha chiesto il trasferimento al Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Napoli (Comune in cui ha la residenza) per stare con la figlia piccola di pochi anni. Ma a questa vigilessa del fuoco, in servizio al Comando dei pompieri di Modena, è stato detto ‘no, non si può’. Motivo? I vigili del fuoco in forza al Comando di Modena sono pochi e non si può ulteriormente sguarnirlo. Fatto sta che la vigilessa ha fatto ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna impugnando il diniego al trasferimento: è troppo generico, ha sostenuto, parlare di carenza di personale, non dire nulla sulla insostituibilità della sua funzione e poi decidere che non si può trasferire. Il ministero dell’Interno si è costituito chiedendo di respingere il ricorso della donna. E lei il primo round lo ha perso: a metà luglio dello scorso anno, il Tar ha respinto l’impugnazione dell’atto con cui si nega il trasferimento. Così la vigilessa è andata al Consiglio di Stato e lì ha ottenuto ragione.
Risultato: sospeso il primo verdetto del Tar e tutto da rifare. Solo che nel riesaminare il caso, i giudici amministrativi dell’Emilia-Romagna sono arrivati alla stessa conclusione: il ricorso della vigilessa “è infondato”, deve restare a Modena perché lì il personale è scarso, mentre al Comando di Napoli sono anche in troppi. E inoltre, di recente, la giurisprudenza sui lavoratori del pubblico impiego di categorie che hanno a che fare con la tutela dell’ordine e della sicurezza ha stretto le maglie rispetto ad una serie di benefici, spiega il Tar. In pratica, viene ‘prima’ l’esigenza di non sguarnire gli organici per non “causare un disservizio nello svolgimento di delicate attribuzioni connesse all’incolumità della cittadinanza”. E a Modena in effetti, un problema di organico c’è, rilevano i giudici.

La prima sezione del Tar dell’Emilia-Romagna aveva in mano una nota del febbraio 2020 del comandante dei pompieri di Modena che esprime parere contrario al trasferimento della vigilessa “viste le carenze di organico di questo Comando”. Al che i giudici sono andati a ‘guardare’. Dalle carte risulta che il Comando di Modena, dove lavora la vigilessa del fuoco, “presenta una situazione di sotto organico di nove unità nella qualifica” della donna che ha fatto ricorso, mentre dove lei vorrebbe andare, cioè al Comando di Napoli, c’è “un esubero di quattro unità”. Ad “ulteriore dimostrazione della situazione di sottorganico in cui versa il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Modena, l’amministrazione specifica ulteriormente, nella relazione richiesta, che le carenze di organico di nove Vigili del fuoco, computando anche il personale che ha ottenuto un trasferimento temporaneo di lungo periodo, arrivano a 13 unità, e l’esubero in sede napoletana arriva a 64” unità.

Insomma, è reale “l’esistenza di un’effettiva situazione di consistente deficit nella pianta organica del Comando” di Modena. E allora va data “prevalenza” all’interesse pubblico, “di cui è portatore il Comando”, e non vanno aumentate le falle “di sottorganico” con “l’accoglimento dell’istanza di trasferimento”. Peraltro, “risulta oggettivamente mancante anche il posto vacante di Vigile del fuoco nella sede del Comando di Napoli, stante l’accertata situazione di esubero di tale profilo professionale rispetto a quanto previsto nella pianta organica di quella sede”. Dunque, ricorso respinto e torna a valere il ‘no’ al trasferimento. Anche stavolta però la questione non finisce qui: è già stata depositata al Consiglio di Stato un’impugnazione bis del verdetto del Tar.

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