Da Leu a Italia Viva, l’addio al veleno di Michela Rostan: e nella chat dei parlamentari cala il gelo | FOTO

La deputata di Leu annuncia l'uscita dal gruppo e attacca: "Speranza contro di me, ispirato dall'Aifa. Ma continuerò a votare la fiducia"
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ROMA – Un tempo gli addii in politica erano scanditi da riunioni tempestose, che non di rado sfociavano in alterchi al limite dello scontro fisico.  A sinistra poi: uno stillicidio di liti e scissioni, dal Psi al Pci e poi ai numerosi partiti figli dello stesso ramo progressista. Botte – metaforiche e non – da orbi.

Ma da quando anche la vita dei partiti e’ ritmata dai toni sommessi dei messaggi in chat, l’ardente fiamma della passione ha lasciato il posto a modalita’ piu’ tiepide per dirsi addio.

Cosi’ e’ stato anche oggi, quando alle 15 e 54, Michela Rostan 38enne deputata campana, ha messo il suo pacato e civile sigillo alla fine della militanza in Leu, per passare armi e bagagli in partibus infidelium, tra i renziani. “Un abbraccio e un caro saluto a tutti”, ha scritto la parlamentare nella chat del gruppo Leu della Camera (nella foto della Dire).

Dai compagni neanche una manina in segno di saluto. Neppure un pugno chiuso, un emoticon con le lacrimucce. Silenzio in chat. Solo la scritta che sancisce l’addio ai tempi di whats app: “Rostan ha abbandonato”.

Interpellata dalla Dire, Michela Rostan ha però chiarito: “E’ una decisione mia. Una decisione politica che tuttavia non c’entra con la questione del governo. Continuero’ a votare la fiducia“.

LEU. DA ROSTAN ADDIO AL VELENO: SPERANZA CONTRO DI ME, ISPIRATO DALL’AIFA

“Caro presidente, con questa lettera ti manifesto l’intenzione di lasciare il gruppo parlamentare di Liberi e uguali”. Inizia cosi’ la lettera, in possesso della Dire, con cui Michela Rostan, deputata di Leu, informa il capogruppo Federico Fornaro dell’intenzione di passare con Italia Viva.

“Formalizzerò nelle prossime ore, nelle sedi istituzionali, tale scelta. L’origine di questa determinazione è nella difficoltà ormai manifesta di affrontare battaglie politiche che considero importanti, in totale solitudine“, scrive Rostan che cita “due circostanze”.

La prima riguarda “l’impegno per consentire il rinnovo per i farmaci che combattono l’epatite C di restare nel Fondo per gli innovativi per qualche mese ancora dopo la scadenza prevista in aprile. Ho voluto in commissione una Indagine conoscitiva sul tema. Abbiamo tenuto decine di audizioni: si è sollevata unanime una voce. Malati, associazioni, medici ci hanno detto che siamo prossimi a debellare l’epatite C. Ma vanno rinnovati i farmaci innovativi, per almeno altri 6/12 mesi. Una scelta avversata per interessi economici dall’Aifa“, sostiene Rostan nella lettera in possesso della Dire.

La deputata aggiunge: “Ho provato a far inserire tale rinnovo nel Milleproroghe, senza nulla di fatto. Né in sede governativa, nel decreto, né in Parlamento con emendamenti. Dal nostro Ministro della Salute, informato di tutto, è arrivato un parere contrario, evidentemente ispirato dall’Aifa“.

La seconda “sconfitta”, aggiunge Michela Rostan nella lettera d’addio a Leu, “sulla legge per il contrasto alle violenze su medici e personale sanitario in servizio“.

Una battaglia condotta dalla deputata “fin dall’inizio della legislatura per il riconoscimento a queste figure dello status di Pubblico Ufficiale” cosi’ come chiesto dall’ordine e dai sindacati.

Lo stesso Roberto Speranza sottoscrisse la proposta di legge predisposta da Rostan. Eppure in commissione dal Governo è arrivato parere contrario. “E la maggioranza ha votato contro. Francamente sono bocconi troppo amari da digerire, soprattutto perché arrivano da un comparto dove abbiamo una nostra significativa presenza politica che, per paradosso, invece di sostenerci nelle battaglie, ci viene contro”.

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18 Febbraio 2020
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