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Greenpeace al Carnevale di Viareggio contro la plastica in mare

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ROMA – È stata annunciata oggi, nel corso di una conferenza stampa con i vertici delle istituzioni locali e della Fondazione Carnevale, la partecipazione di Greenpeace al Carnevale di Viareggio 2019, insieme al carro di prima categoria “Alta Marea” dell’artista Roberto Vannucci. Il carro denuncia l’inquinamento da plastica nei mari del Pianeta e l’impatto che genera sugli organismi marini più iconici. Greenpeace ha accolto con piacere l’invito e sarà presente con i suoi volontari che sfileranno davanti al carro il prossimo 23 febbraio.

“Una rappresentazione di grande impatto visivo che tocca un tema da anni al centro delle campagne di Greenpeace in difesa del mare: l’inquinamento da plastica. Il mare e le sue creature pagano il prezzo più elevato di questa contaminazione che sta assumendo, giorno dopo giorno, proporzioni sempre più allarmanti” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia. “Da mesi chiediamo alle grandi multinazionali, responsabili della commercializzazione dei più grandi volumi di plastica usa e getta di assumersi le proprie responsabilità riducendo drasticamente la produzione di plastica monouso per salvare i nostri mari” conclude Ungherese.

https://www.facebook.com/ilCarnevalediViareggio/videos/248711849149987/

Greenpeace parteciperà poi all’iniziativa “Ripuliamo in maschera”, una mattinata dedicata alla pulizia del litorale viareggino in programma il prossimo 24 febbraio alle 9 presso Piazza Belvedere delle Maschere, promossa dal Comune di Viareggio, Fondazione Carnevale e l’artista Roberto Vannucci. Nel corso dell’iniziativa sarà applicato il protocollo internazionale del Brand Audit, messo a punto dalla coalizione Break Free From Plastic e replicato lungo i litorali, sia su scala globale che nazionale, da Greenpeace in modo sistematico. Il Brand Audit, oltre a prevedere la raccolta di tutti i rifiuti presenti in spiaggia e la loro quantificazione sia in termini di peso che di volume, permette la catalogazione dei rifiuti in plastica per categoria merceologica (imballaggi per alimenti, l’igiene domestico o personale), tipologia di plastica (polimero) e, laddove possibile, marchio di appartenenza.

Proprio per spingere le grandi multinazionali a intervenire sul problema dell’inquinamento da plastica nei mari del Pianeta, Greenpeace nei mesi scorsi ha lanciato una petizione (no-plastica.greenpeace.it), sottoscritta da più di tre milioni di persone in tutto il mondo, con cui chiede ai grandi marchi come Nestlè, Unilever, Coca-Cola, Pepsi, Ferrero, San Benedetto, Colgate, Danone, Johnson & Johnson e Mars di ridurre la produzione e investire in sistemi di consegna alternativi che non prevedano il ricorso a contenitori e imballaggi in plastica monouso.

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