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Al policlinico di Bari arriva il super microscopio giapponese Mitaka

L'apparecchio ad altissima risoluzione è dotato di lenti e zoom con cui è possibile ingrandire le dimensioni del campo operatorio fino a 80 volte

Pubblicato:18-01-2022 14:00
Ultimo aggiornamento:18-01-2022 14:00
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medico
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BARI – Si chiama Mitaka ed è un microscopio chirurgico usato per la prima volta nell’unità operativa di Chirurgia plastica del policlinico di Bari. L’apparecchio è ad altissima risoluzione ed è dotato di lenti e zoom con cui è possibile ingrandire le dimensioni del campo operatorio fino a 80 volte. La lente dell’obiettivo, combinata al sistema di zoom, fa sì che si ottenga il doppio della risoluzione e dell’ingrandimento dei microscopi chirurgici standard.

“Il microscopio, che arriva dal Giappone, ci consente di ingrandire le strutture tissutali del doppio di quanto avviene normalmente: se con il microscopio normale noi vediamo una particella 40 volte più grande, con questo nuovo dispositivo abbiamo la possibilità di un ingrandimento pari a 80 volte – spiega Giuseppe Giudice, direttore dell’unità operativa complessa di Chirurgia plastica del policlinico di Bari -. Questo significa che lo possiamo utilizzare in interventi di super microchirurgia dei vasi linfatici che sono più piccoli di un capello e che possono essere isolati e suturati per migliorare il circolo linfatico e risolvere la patologia di base come il linfedema”.

Durante questa settimana il super microscopio sarà utilizzato in cinque sedute di “live surgery”, durante le quali pazienti affetti da diverse patologie saranno sottoposti ad intervento chirurgico ricostruttivo mediante trapianti tissutali. In particolare, saranno eseguite tre ricostruzioni mammarie post mastectomia mediante il trasferimento di un lembo prelevato dalla regione addominale e trasposto nella regione mammaria. Sarà sottoposta ad intervento chirurgico una paziente affetta da linfedema dell’arto superiore post-mastectomia che ha registrato un aumento di volume del braccio come complicanza di un intervento di carcinoma mammario e il trattamento avverrà mediante anastomosi, ovvero il collegamento tra vasi linfatici e le vene. Infine verrà trattato un paziente con esiti di trauma complesso dell’arto superiore con perdita di sostanza ossea del radio che sarà sostituito mediante trapianto di fibula/perone che, prelevato dalla gamba, sarà trasferita all’avambraccio.


Ad eseguire gli interventi saranno Michele Maruccia e Michele Lambo dell’unità di Chirurgia Plastica. Ad assistere anche numerosi direttori di unità operative complesse, provenienti da centri di chirurgia plastica italiana interessati alle tecnologie innovative.

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