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Migranti, in Guatemala gas lacrimogeni per fermare la carovana diretta negli Usa

I media internazionali riferiscono che circa 7.000 persone sono partite dall'Honduras solo negli ultimi otto giorni
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ROMA – Gas lacrimogeni, manganelli e blocchi di cemento lungo le strade: così esercito e polizia del Guatemala hanno fermato una carovana di migranti partita dall’Honduras e diretta verso gli Stati Uniti. E’ accaduto nel fine settimana e ha riguardato almeno un migliaio di persone – tra cui anche molte famiglie con bambini piccoli – originarie per lo più dell’Honduras, partite a causa della povertà e delle violenze.

Mercoledì inizierà ufficialmente la presidenza di Joe Biden, e in molti sperano che il nuovo inquilino della Casa Bianca accantoni le politiche restrittive applicate dal suo predecessore, Donald Trump, in tema migratorio. I media internazionali riferiscono che circa 7.000 persone sono partite dall’Honduras solo negli ultimi otto giorni, nell’auspicio di poter entrare negli Stati Uniti più facilmente.

E’ stato però in Guatemala che gli honduregni hanno incontrato resistenze: a causa della pandemia di Covid-19, le autorità richiedono a chiunque voglia entrare nel Paese di fornire un test negativo per la Sars-Cov-2. Le autorità hanno motivato così l’afflusso di forze di sicurezza: venerdì notte la carovana ha superato la frontiera e subito è stata circondata dagli agenti che hanno anche eretto blocchi di cemento lungo le strade per ostacolarne il passaggio.

Coloro che hanno tentato di forzare le barriere sono stati costretti a tornare indietro anche con l’uso di lacrimogeni. I reporter internazionali – alcuni dei quali hanno condiviso filmati sui social network – hanno denunciato che alcune persone sono state manganellate dagli agenti.

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