L’appello di 182 docenti liguri: basta improvvisare sulla scuola

scuola genova
Gli insegnanti delle scuole superiori regionali, guidati da quelli dell'istituto genovese Gastaldi-Abba, hanno inviato un appello al premier Conte, al ministro Azzolina, alle prefetture e alle autorità politiche locali, all’ufficio scolastico regionale e ai sindacati: “Gli studenti sono smarriti, noi docenti disorientati, serve lungimiranza nelle decisioni per poter programmare il nostro lavoro"
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GENOVA – Basta improvvisazione, servono programmazione e lungimiranza. Lo chiedono 182 docenti delle scuole superiori liguri, guidati da quelli dell’istituto genovese Gastaldi-Abba, in un appello inviato al premier Giuseppe Conte, al ministro Lucia Azzolina, alle prefetture e alle autorità politiche locali, all’ufficio scolastico regionale e ai sindacati. “Dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo cambiato orari, assetti e organizzazione con frequenza quasi settimanale, gli studenti sono smarriti, noi docenti disorientati– scrivono gli insegnanti- il primo quadrimestre sta per finire, senza nessuna concreta certezza dell’efficacia del lavoro svolto né dell’organizzazione di quello futuro. Chiediamo che ci sia lungimiranza nelle decisioni sulla scuola, che si valuti se e come tornare in presenza o continuare il lavoro a distanza su intervalli di tempo maggiori di una settimana. Chiediamo, cioè, di conoscere le sorti della scuola nei prossimi mesi, perché il nostro lavoro è basato sulla programmazione, non sull’improvvisazione”. I docenti chiedono anche di “essere ascoltati nel momento in cui vengono prese decisioni che hanno pesanti ricadute sulla didattica. Chiediamo di non dover più tentare di adeguare l’orario scolastico a richieste inapplicabili, che non tengono neppure conto dei curricula dei diversi indirizzi di studio, ma che si permetta di organizzare l’orario delle lezioni in autonomia e in collegamento diretto con le altre istituzioni scolastiche del distretto”.

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Inoltre, prosegue la lettera, “chiediamo che venga riconosciuta la professionalità dei docenti e ricordiamo che il lavoro in presenza o a distanza presuppone una programmazione differente, non sempre riconvertibile, oltre che differenti ritmi di produzione e assimilazione. Chiediamo, in poche parole, di poter svolgere il nostro lavoro con efficacia”. Infine, i docenti auspicano che “la situazione derivata dall’attuale emergenza sanitaria induca finalmente le autorità a interventi e investimenti da troppo tempo promessi, che permettano alla nostra scuola di uscire rafforzata nella sua struttura, senza che le famiglie e il personale scolastico debbano sostituirsi al sistema e farsene carico”.

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