lunedì 7 Settembre 2026

Agroecologia e cooperazione, ora più che mai (con il mondo che va da un’altra parte)

Riflessioni e proposte con l'alleanza Azione terrae e la federazione Focsiv. a partire dalle esperienze in Africa occidentale. E con una premessa: nel mondo comanda la finanza

ROMA – Parlare di “agroecologia” e cooperazione internazionale: sempre di più, proprio oggi, mentre “il mondo sta andando da tutta un’altra parte”. È l’appello della federazione Focsiv, rilanciato in occasione di un incontro pubblico nella sede dell’ong Engim.

A veicolare il messaggio, la presidente, Ivana Borsotto. “Il cibo oggi distrugge le foreste e si basa su allevamenti intensivi” la sua denuncia. “E’ cibo che fa male al pianeta, alle persone e agli animali”. E allora: “Oggi abbiamo bisogno di farci sentire”. Poi una citazione della scrittrice Elsa Morante, con un riferimento alla Cina e alla sua cultura: “La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”, ricorda Borsotto.

“Ecco, questo è il segno della massima cura”. La presidente continua: “Il benessere parte dall’aver superato la fame; la storia dell’umanità è la storia del cibo, le prime unità di misura erano per il cibo e allora questa è una battaglia di civiltà da fare insieme”. L’incontro è intitolato ‘Agroecologia e cooperazione italiana: una sfida ancora aperta?’ A organizzarlo la coalizione Azione Terrae insieme con Focsiv, la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana.

Azione terrae è formata da diverse ong – Acra, Cisv, Cospe, Deafal, Lvia, Mani Tese e Terra Nuova – attive con progetti e iniziative in Africa occidentale. Parte dell’impegno di cooperazione, si legge sul sito dell’alleanza, due reti della società civile italiana ed europea: Rete semi rurali e Agroecology Europe.

DIOUF (RETE SENEGALESE DYTAES): FONDAMENTALI I CREDITI PER I CONTADINI

Rafforzare le capacità di investimento dei piccoli agricoltori e far sì che non siano soli di fronte ai rischi della “transizione agroecologica”: questa una delle priorità evidenziate da Louis Etienne Diouf, rappresentante della rete senegalese Dytaes. La sua testimonianza è stata resa durante un incontro pubblico ospitato nella sede dell’ong Engim, a Roma. “E’ importante rafforzare le capacità di investimento dei piccoli agricoltori facilitando l’accesso al credito e al microcredito per agroecologia”, ha detto Diouf.

“Bisogna favorire la transizione, senza che siano i contadini da soli ad assumersi tutti i rischi”. Poi un monito: “E’ necessario fare attenzione alle importazioni di fertilizzanti, che siano chimici o biologici”. Dytes è l’acronimo di Dynamique pour une Transition Agroécologique au Sénégal. La rete, si legge sul suo sito, “riunisce organizzazioni di produttori, consumatori, donne rurali, ong, istituti di ricerca, società civile, amministratori locali e imprese, con l’obiettivo di promuovere la transizione agroecologica in Senegal attraverso il lavoro di advocacy, la sensibilizzazione, la condivisione di esperienze e l’accompagnamento dei territori in transizione”.

MENCHINI (AZIONE TERRAE): CI FANNO CREDERE CHE LA GUERRA SIA INEVITABILE

Oggi il mondo è a pezzi; tutti si armano per una guerra che vogliono farci credere sia inevitabile”: a denunciarlo è Giorgio Menchini, portavoce di Azione terrae, un’alleanza di organizzazioni della società civile impegnata sul tema dell’agroecologia e della cooperazione internazionale. L’occasione della riflessione è un incontro pubblico in corso nella sede dell’ong Engim, a Roma. Rispetto agli obiettivi di Azione terrae, Menchini evidenzia: “Vogliamo che questa coalizione abbia un rapporto stretto e diretto con il sistema della cooperazione internazionale, a tutti i livelli, istituzionale e non solo”.

STOCCHIERO (FOCSIV): LA SFIDA È FINANZIARE L’AGROECOLOGIA

Promuovere l’agroecologia, facendo attenzione a che i fondi investiti a livello multilaterale, anche attraverso l’Onu, non siano dirottati su altro: è la linea indicata da Andrea Stocchiero, responsabile dell’ufficio Policy di Focsiv, la Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana. Un intervento, il suo, parte di un seminario dedicato ai temi della cooperazione internazionale e ospitato nella sede dell’ong italiana Engim. “Dobbiamo promuovere l’agroecologia perché gli altri sistemi non rispettano i diritti dei contadini”, la premessa di Stocchiero, che fa riferimento alle posizioni assunte dall’alleanza europea Cidse, cui Focsiv aderisce.

“Serve un impegno forte anche presso il mondo della finanza”, aggiunge il responsabile, “perché sappiamo che nel mondo comanda la finanza, non solo quella della cooperazione ma anche quella del settore privato”. Citati poi studi degli ultimi anni sui finanziamenti per l’agricoltura. “C’è ad esempio un’analisi realizzata con il supporto scientifico dell’Università di Coventry, in Inghilterra, dedicata alle attività del polo romano dell’Onu, dunque delle agenzie Ifad, Fao e Programma alimentare mondiale”, ricorda Stocchiero: “E’ venuto fuori che appena il 10 per cento delle risorse del Fondo globale per il clima è andato a iniziative ricollegabili all’agroecologia”. Né va meglio se si considerano le risorse dell’Unione europea.

“Se si prendono i suoi fondi canalizzati attraverso il polo romano dell’Onu emerge che dal 2016 al 2018 solo nel 2,7 per cento dei casi sono stati destinati a sistemi di carattere agroecologico“. Secondo il responsabile di Focsiv, per certi versi i dati non sorprendono. E però c’è chi propone equilibri differenti. “E’ il caso ad esempio della cooperazione svizzera”, riferisce Stocchiero: “La quota sul totale per l’agroecologia arriva al 50 per cento”.

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