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In Gabon un’assise nazionale per superare il conflitto contadini-elefanti

elefanti
Dal 2016 sono stati registrati 9mila reclami relativi ad aggressioni e distruzioni dei raccolti da parte dei pachidermi. E i contadini sono esasperati
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ROMA – Una strategia nazionale e un piano d’azione per rendere più armoniosa la relazione tra uomini ed elefanti in Gabon, garantendo l’incolumità e la sicurezza alimentare dei primi e la tutela dei secondi. È l’obiettivo della tre giorni di lavori dell'”assise nazionale sulla gestione del conflitto uomo-elefante”, che giunge al termine oggi nella capitale Libreville.


Come si apprende dal portale Gabon Review, l’incontro è stato organizzato dal governo guidato dal presidente Ali Bongo Ondimba a fronte di una situazione complessa: dal 2016 a oggi il ministero delle Acque e delle foreste ha registrato circa 9mila reclami relativi ad aggressioni e distruzioni dei raccolti da parte dei pachidermi. Condizioni che hanno esasperato le popolazioni rurali del Paese, al punto che a ottobre un deputato, Bonaventure Nzighou Manfoumbi, ha proposto all’esecutivo di uccidere tre esemplari di elefante al mese.


Il governo, e in modo particolare il dicastero delle Foreste, guidato da Lee White, vorrebbero però evitare di ricorrere a misure del genere e ha per questo deciso di confrontarsi con i contadini nella sede del ministero. All’incontro è presente anche il titolare del Turismo del Kenya, Joseph Boinnet. Proprio dall’esperienza del Paese dell’Africa orientale, che pure conta su una nutrita popolazione di elefanti, il Gabon ha mutuato la soluzione di costruire barriere elettrificate attorno ai campi coltivati.


Una ricerca pubblicata a novembre sulla rivista di settore Global Ecology and Conservation ha stimato che in Gabon vivono circa 95mila elefanti di foresta, il che fa del Paese uno degli ultimi santuari di questi animali.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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