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Dal borgo calabrese di Lungro risorge l’Albania d’Italia

Anna_Stratigò
L'artista Anna Stratigò: "Nostra minoranza trascurata"
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ROMA – C’è una ‘Casamuseo’ nel cuore di Lungro, piccolo borgo nel Pollino, in provincia di Cosenza, che ha pareti azzurre, mobilio e cimeli del Risorgimento italiano e un profumo di mate che avvolge le stanze, meta di appassionati della storia, di tanti argentini richiamati dalla sapiente arte con cui Anna Stratigò, artista arbëreshë, sa preparare la loro bevanda tipica. E’ in questa miscela di diverse suggestioni e culture il ritratto più completo dell’artista che all’agenzia Dire ha raccontato se stessa, la sua arte e l’ultimo incontro avuto con il presidente dell’Albania, Ilir Meta.

“HO VOLUTO DA SEMPRE FAR CONOSCERE LA CULTURA ARBËRESHË”

“Sono nata con l’innato desiderio di valorizzare quello che avevo imparato a casa, cose che non erano comuni e che non avevano gli altri. Attraverso la mia musica ho voluto da sempre far conoscere la cultura arbëreshë a chi magari non sapeva nemmeno cosa fosse Albania o Arberia. Dalle prime produzioni solo tradizionali sono arrivata ad un’ultima di etno jazz, perché per cambiare una cosa prima la devi conoscere”, ha detto Anna Stratigò alla Dire, che oltre a fare musica, dà la sua voce, è un’artista, fa improvvisazione.
E’ parte di quella comunità di albanesi che “hanno lasciato la terra patria- come ha ricordato- per non subire il dominio dei Turchi che in Albania c’è stato fino al 1912. Siamo venuti in Italia dopo che la mia famiglia ha resistito ben 50 anni dopo Scanderbeg, abbiamo scelto così per condizioni di dignità. Dicono di noi che siamo i veri albanesi..”, ha raccontato ancora l’artista che è e si sente albanese come italiana visto “il legame con il Risorgimento dei miei antenati- ha raccontato- una storia di 15 generazioni da parte di mio padre”. Nasce da qui la casa di famiglia Stratigò diventata “un museo vivente. Casamuseo è un nome che unisce uomini e donne. Questo luogo doveva dare un senso alle origini, qui si respira storia, non è un palazzo di nobili arricchiti, ma di quelli veri, sobri che abitavano le case con la soffitta non le torri a tre piani”.

GLI ALBANESI D’ITALIA

Oggi gli albanesi d’Italia vivono in Calabria, Puglia, Molise, Campania, “lì dove l’imperatore Carlo V concesse le terre ai nostri antenati che ne furono beneficiari” ha spiegato la musicista, ed è rimasto questo filo continuo tra la terra delle origini e l’Italia che li ha accolti. Anna Stratigò, prima insegnante nelle scuole superiori e poi laureatasi in musica, ogni giorno studia, compone ed ora è alle prese con l’ultima strofa rimasta incompiuta di una “lunga canzone che mio padre iniziò a scrivere durante il fascismo, negli anni 30. Si era innamorato di una ragazza. Per un anno andò come rifugiato antifascista in Albania- ha ricordato annunciando che “per Natale ci sarà una bozza”. Ad Anna piace raccontare la sua Albania nei luoghi più lontani, come in Transilvania, ad esempio, dove si è esibita in concerto.

IL PRESIDENTE META: ‘AMBASCIATRICE DELLA CULTURA ARBËRESHË’

Il presidente albanese Ilir Meta dopo il recente incontro privato alla Presidenza della Repubblica, a Tirana, in un post sulla sua pagina fb l’ha definita “ambasciatrice nel mondo della cultura arbereshe” ricordando a tutti l’appuntamento del 21 dicembre per seguirla in tv vision ‘Song Moi’. Anna Stratigò ha ricevuto nel 2014 il titolo di ‘Gran maestro della Repubblica’. “E’ un paese che non si ferma mai l’Albania- ha ammesso sorridendo l’artista- nemmeno con il covid”. Non nasconde di desiderare che la comunità degli albanesi sia meglio valorizzata in Italia: “A Sanremo sono andati i sardi, noi non siamo spesso nemmeno conosciuti, siamo trascurati”, ha detto.

Dirige un coro di 20 donne a Lungro che si chiama ‘Vuxhe grash’ che fa parte dell’associazioone ‘Officina della musica’ e si dedica costantemente all’accoglienza e cura dei suoi ospiti che a Casamuseo non cercano turismo ‘mordi e fuggi’. E infatti alla fine dell’intervista ha premura, deve andare, è pronto il dolce che ha preparato per i nuovi visitatori che arrivano in questo piccolo borgo in cerca dell’Albania italiana.

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